L’annullamento del procedimento di adozione della Daspo al giovane Denisi ha portato un pò di serenità nello spogliatoio del Mesagne Calcio. Un pizzico di ottimismo in vista dell’importante (fondamentale?) sfida salvezza in programma domenica pomeriggio allo stadio di contrada Tagliata. La scoppola di Casarano (5-1), la più pesante della stagione. è ormai acqua passata. Bisogna guardare avanti e muovere la classifica. Al termine del campionato (17 aprile) mancano ancora 14 partite e i giochi sono tutti da definire. Domenica contro il Castellaneta, dove il Mesagne fu sconfitto per 3-2 dopo essere stato in vantaggio per 2 a 0, i ragazzi di mister Ribezzi hanno una voglia matta di tornare ai tre punti. “Che sono di fondamentale importanza – dice mister Ribezzi -. Ma non dobbiamo ripetere gli errori commessi contro Otranto e Leverano dove, forse, non dovevamo sbilanciarci alla ricerca del successo a tutti i costi”. Ma domenica serve un solo risultato. “Si domenica siamo obbligati a vincere”. Ti mancherà l’intera difesa: Serio, Boualam e Angelè saranno fermati del giudice sportivo. “Si ma abbiamo con chi sostituirli. Rientrerà a tempo pieno Camisa, potrò disporre di Morleo e magari arretrare anche Carteni. Vedremo le soluzioni ci sono. L’importante è che si giochi con intelligenza. E ci servirà il supporto del pubblico”. Che ultimamente però non sembra credere più in questa squadra. “Come? Ma scherza? i mesagnesi dovrebbero essere orgogliosi per quanto stanno facendo questi ragazzi ai quali andrebbe fatto un monumento. Noi schieriamo giovanissimi che lo scorso anno giocavano nelle categorie allievi e in prima categoria. Ma i mesagnesi sanno quanto spendono le altre società? Guardiamo il Casarano che abbiamo incontrato domenica. Il solo Jeda costa mensilmente quanto costa tutta la squadra del Mesagne”. Gli ultimi risultati negativi hanno raffreddato l’ambiente. “Ma come si fa ad essere così ingenerosi con la società e con la squadra. Tutta la città dovrebbe stringersi attorno a società e squadra per cercare di salvare un campionato prestigioso. E non sto parlando solo di calcio. Invece ho notato che c’é gente dalla tribuna che dopo solo tre minuti critica un ragazzino come Membola che lo scorso anno giocava negli allievi e che dobbiamo ringraziare di sacrificarsi per la maglia. Ma vi rendente conto? O forse qualcuno pensava che dopo qualche prestigioso risultato eravamo dei campioni. Lo sapevamo tutti che con questo potenziale tecnico che abbiamo salvarci sarebbe stato un miracolo. Invece siamo lì, siamo in gioco quando tutti, invece, ci davano come squadra materasso retrocessa già prima di partire. Io dico che anziché chiedere la luna nel pozzo, se facciamo corpo unico, possiamo tentare di salvarci. E se non dovessimo riuscire nell’impresa, il Mesagne comunque per quanto sta facendo è una squadra da applaudire”.
Calcio. Mister Ribezzi: “Questa è una squadra da applaudire. Sempre”
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Io caro mister non mi sono illuso nemmeno quando si è vinto perchè avevo già capito che sarebbe stato un campionato di sofferenza con un organico modesto..