
“Forse, finalmente, pur se con ritardo, si comincia ad avere un quadro ben delineato di quale dovrà essere il destino formale e sostanziale del nostro territorio”. Il consigliere regionale Toni Matarrelli (nella foto) torna a dire la sua sulla questione province ed accusa il Governo Monti riorganizzazione ed irriguardosa, “per non aver tenuto in alcun modo conto né delle istanze affermate a chiare lettere dalle comunità locali, né tantomeno della storia e della civiltà della provincia brindisina.
Mentre non risparmia una stoccatina all’ex presidente Ferrarere “che ha preferito calcare un sentiero sconnesso e senza sbocco, come si è alla fine rivelato ma come per me era palese fin dal principio”, elogia Mesagne “non per richiamo campanilistico, ma perché assieme ad altri comuni, aveva assunto nitidamente la posizione attorno a cui è poi coagulato un assunto fortemente maggioritario”. E cioé: pur rimanendo auspicabile e più coerente al piano di riassetto delle province l’opzione di costituire una macroprovincia composta da Brindisi, Taranto e Lecce, l’aggregazione a Lecce diviene – così stando le cose – la sola destinazione possibile a causa della ostilità di Taranto.
“Perché – contiua Matarrelli -, la nostra terra è salentina per vocazione sentimentale, per le tradizioni comuni, per il lungo percorso della Storia che abbiamo condiviso, per il tratto culturale che le nostre generazioni hanno introiettato, per un complesso groviglio di convenienze logistiche, economiche e sociali di cui altrimenti dovremmo privarci. Per tali ragioni – conclude – è necessario incoraggiare il tentativo oggi messo in campo dal sindaco di Brindisi Mimmo Consales, allestendo a suo sostegno una rete politico-istituzionale di volontà univoche, in modo da ristabilire il corretto senso della nostra vicenda collettiva”.