Sull’inefficienza dell’impianto solar-cooling Mesagnesera ha scritto più volte. Ma i “padroni del vapore” hanno sempre fatto “orecchie da mercante”. Adesso che la notizia è arrivata sui media nazionali, inizia il solito, indecoroso, scarica barile. Il Pd, in una nota del segretario politico locale Francesco Rogoli, fà il “mea culpa”. Chi, invece, oggi è al governo della città, Pompeo Molfetta, Gino Vizzino e Toni Matarrelli che erano parte fondamentale della maggioranza che approvò il progetto solar-cooling, si autoassolvono.
In consiglio comunale venerdì scorso i consiglieri della maggioranza hanno accusato la “macchina amministrativa” del comune di Mesagne di essere la causa della stragrande maggioranza dei problemi di questa città. E, in verità, non hanno tutti i torti. Il sindaco Molfetta in campagna elettorale promise priorità assoluta sulla pianta organica del Comune per renderla il più funzionale possibile alla sua idea di governo della città. Rogoli, nella sua nota, si chiede se quest’idea esiste e se è praticabile. “Perchè – scrive – senza una visione politica a lungo termine sulla città la più efficiente delle macchine amministrative non basterebbe da sola a venire a capo di tante questioni”. Al momento non è dato sapere quale idea ha il Sindaco e se esiste un’idea. “Stiamo lavorando – dicono da Palazzo Celestini -. Non si può pretendere la luna nel pozzo in soli otto mesi”. Bene, i mesagnesi aspettano. Fiduciosi. Ma sino a quando? E se dovesse aver ragione chi pensa che quell’idea è impraticabile?
Rogoli spulcia gli interventi di Vizzino e Matarrelli. “Sembra che non hanno mai responsabilità, salvo attribuirsi i meriti per tutto ciò che funziona”. E definisce i loro interventi in consiglio comunale “emblematici e fastidiosi”. L’impianto di solar-cooling installato sul tetto di Palazzo dei Celestini, come bene ha scritto “Il Fatto Quotidiano”, ha prodotto solo sperpero di denaro pubblico. Diversamente non sappiamo come definirlo. Anzi quell’impianto sembra che sia anche dannoso e pericoloso. Poi Rogoli accusa Vizzino quando gli ricorda che “il progetto è stato realizzato da quattro professionisti esterni alla pianta organica comunale che lui, assessore in quel settore, ha contribuito ad individuare. Altro che macchina amministrativa”. Esistano sempre le responsabilità politiche. Oggi il Partito Democratico fa ammenda, e si assume la responsabilità di aver sbagliato nel scegliere l’ubicazione per l’impianto. E accusa gli ex partner di opportunismo e di disonestà intellettuale. Per Rogoli il super assessore alle Attività Produttive ed ai Lavori Pubblici del precedente governo della città, quella opera porta la paternità politica della sua lista. Lo stesso Matarrelli non può dissociarsi sostenendo che nel 2014, quando i lavori erano stati già completati, lo aveva detto.
Rogoli conclude parlando di “indignazione ad orologeria” dell’attuale responsabile dei Lavori Pubblici ed Urbanistica, Palma Librato. “Si è indignata pubblicamente sui social solo quando il caso è esploso a livello nazionale”. Come dire: e se non ci fosse stato tanto clamore, sarebbe rimasta nel suo assordante silenzio per non disturbare chi l’ha richiamata da Monopoli? E le chiede a quasi un anno dal suo insediamento, quale idea ha messo in campo per evitare lo spreco di risorse pubbliche, per rendere l’impianto funzionante e tutelare un bene di grande valore storico ed architettonico come Palazzo dei Celestini. “Non ci risulta che nel corso di questi mesi siano state intraprese iniziative a tutela del Comune nei confronti di chi ha realizzato un’opera non funzionante. Se l’assessore ha individuato una strada la indichi anziché indignarsi, anche per non correre il rischio di essere ricordata solo per gli indispensabili posacenere nel centro storico e gli indecorosi (per usare un eufemismo) paletti in via Gualtiero D’Ocra. Vedremo se anche per queste due opere, tra qualche anno, la colpa sarà della famigerata macchina amministrativa”.
Impianto solar-cooling: il Pd fà il mea culpa e accusa gli ex partner
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