Gli studenti delle classi quarte della scuola Epifanio Ferdinando hanno partecipato al laboratorio di Antropologia sociale coordinato dal ricercatore Antonio Aresta, nell’ambito di quella che dal professor Vitantonio Gioia è stata definita un’“iniziativa di politica sociale”. L’impegno era stato assunto dall’Amministrazione Scoditti – delega ai rapporti con l’Università affidata all’allora consigliera Mariella Vinci – che garantì la copertura finanziaria per un assegno di ricerca. Nell’aula magna del liceo mesagnese si sono condivisi i risultati del percorso di approfondimento dei processi migratori, uno sforzo ripagato che ha avuto il merito di avvicinare il sistema universitario alla comunità mesagnese. Gli interventi del dirigente scolastico Aldo Guglielmi e del docente di religione Salvatore Lezzi hanno sottolineato
l’importanza culturale di sostenere i ragazzi nella comprensione del ruolo svolto dall’Italia nel Mediterraneo, sul versante delle dinamiche geopolitiche e umanitarie legate alla particolare posizione del nostro Paese, approdo e transito di migranti e profughi. Tra i relatori intervenuti, Franco Pittau – ideatore del “Dossier Statistico Immigrazione” – che ha dichiarato: “Obiettivo è quello di valorizzare l’integrazione tra cittadini immigrati e italiani sul territorio. Ma non affidiamo questo obiettivo ai politici; noi cittadini dobbiamo cambiare la politica, a favore di forme di cooperazioni intese come relazioni e per migliorare la vita di tutti i popoli della terra. Il fenomeno migratorio non è un episodio passeggero ma di proporzioni epocali, che continuerà nei secoli”. Durante l’iniziativa è stato presentato il “Dossier Statistico Immigrazione 2015”, di pronta recepibilità grazie ai chiarimenti discorsivi dei relatori e alle domande degli studenti. Tra i dati commentati, quello dei cinque milioni di stranieri residenti in Italia che contribuiscono alla crescita della ricchezza del Paese e alla garanzia del suo sistema pensionistico. L’occasione scientifica
offerta agli studenti si è rivelata funzionale alla necessità di creare sistemi collettivi di riflessione, richiamata anche dall’assessore Roberta Denetto. Questi al fine di far comprendere che l’immigrazione è una dimensione strutturale della società italiana, sempre in bilico tra pietismo e rifiuto; comunque troppo spesso lontana dall’orientamento razionale.
Gli studenti dell’Epifanio Ferdinando verso la cultura dell’accoglienza
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