La percezione è questa. Sembra che i mesagnesi, improvvisamente, si siano trovati dinanzi ad un film già visto. Non scopriamo l’acqua calda se scriviamo che dopo circa un anno dalle elezioni in città serpeggia più delusione che soddisfazione. C’è chi (tra gli elettori della maggioranza) parla addirittura di inganno. Ed esagera. Certo è che
non si vede (neppure all’orizzonte) quel successo e cambiamento che Toni Matarrelli e Pompeo Molfetta avevano promesso. Dopo l’arrivederci di Roberta Denetto, catapultata da addetto stampa del sindaco Scoditti ad assessore, circolano voci di futuri rimpasti. Tra i più papabili a togliere il disturbo potrebbe essere Manuel Marchionna che, secondo i politologi locali, in questa prima fase della legislatura si sarebbe comportato da “cane sciolto”. Qualche scricchiolio avrebbe anche lo scanno di Tecla Pisanò mentre Antonio Marotta sarebbe “blindato” da Gino Vizzino. Saldo, saldissimo, invece, quello di Palma Librato ritenuta (a ragione) il fiore (in tutti i sensi) all’occhiello del governo Molfetta. “Almeno un assessore lo hanno individuato bene”, si dice in città. Per il resto solo neofiti o, come ha intitolato il nostro vignettista, Immaturi (politicamente). I papabili? Si sono fatti i nomi del consigliere politico del Sindaco, Giuseppe Florio e di Maurizio Piro. Poi quello di Marco Calò che non è stata una nostra invenzione. Non è neppure una nostra invenzione se diciamo (sotto voce) che all’interno del gruppo consiglieri della maggioranza (quelli che hanno avuto i consensi) c’è più di qualcuno che si è rotto le scatole di questa impasse. “La prossima volta l’on. Matarrelli i voti se li vada a trovare lui”.
Immaturi. Un film già visto
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Il mesagnese Mino Carriero nella segreteria regionale del Pd
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