
Caro Sindaco, come tutti noi sappiamo i due nostri connazionali, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sono tenuti prigionieri in India. La vicenda ha diversi aspetti che lasciano perplessi, i due sono accusati di aver ucciso un pescatore Indiano scambiandolo per un pirata. La legge internazionale vorrebbe che essendo il presunto reato commesso a bordo di una nave italiana e in acque internazionali gli autori dovrebbero rispondere ad un tribunale italiano. Tuttavia le cose non sono andate così, e i nostri connazionali si trovano prigionieri in India. Peraltro ormai da diversi mesi il processo sembra essere concluso, ma a tutt’oggi non è sta ancora pronunciata alcuna sentenza.
Mi preme innanzitutto ricordare due aspetti: Massimiliano e Salvatore erano in servizio scorta contro la pirateria di una nave Italiana, in sostanza stavano facendo i “carabinieri del mare”. Stavano solo facendo il loro dovere per evitare che le nostre navi, e i nostri connazionali, venissero rapiti; ne più ne meno di quanto fanno le forze dell’ordine che operano quotidianamente nella nostra Mesagne, con l’aggiunta di dover vivere per mesi interi su una nave lasciando lontane le famiglie, con tutto ciò che questo comporta e che possiamo ben intuire.
Secondo aspetto non secondario è il fatto che Massimiliano e Salvatore sono scesi a terra, e quindi sono tenuti prigionieri, non perché personalmente coinvolti nella presunta sparatoria ma perché responsabili dell’unità. Luce sulla vicenda deve essere fatta dalle autorità italiane e non da quelle indiane.
Signor Sindaco, ho molto apprezzato che la città di Mesagne abbia chiesto con insistenza e in forme diverse la liberazione di Rossella Urru, le cui vicende tutti certamente ricordiamo, e sono qui per chiederLe di fare altrettanto con i nostri connazionali. Credo che esporre sulla facciata del Municipio uno striscione per la liberazione di Massimiliano e Salvatore sia doveroso da parte nostra e che se non potrà incidere significativamente sicuramente aiuterà a tenere accesa l’attenzione sulla vicenda e certamente potrà dare a loro, alle loro famiglie, e a tutti coloro che si impegnano e rischiano la vita per la collettività, tra i quali non pochi nostri concittadini, un segnale della nostra solidarietà, della nostra vicinanza della nostra riconoscenza.
Certo che questo mio appello troverà un riscontro nella Sua nota sensibilità, La saluto caramente e la ringrazio per il suo quotidiano impegno per la Nostra Amata Mesagne.
Firmato Antonio Capodieci