La Puglia ha una nuova legge sui rifiuti. Con i soli voti della maggioranza, il consiglio regionale della Puglia ha approvato nella notte il disegno di legge che prevede una nuova governance nella gestione del ciclo dei rifiuti. “Sarà mia responsabilità – ha spiegato il governatore Michele Emiliano – fare in modo che questo sforzo sia premiato da risultati tangibili, concreti e immediati. Perché sì, avevo chiesto un sacrificio particolare, in un momento delicatissimo. Siamo consapevoli – ha aggiunto – che non basta fare una legge per sistemare la questione rifiuti, ma faremo le cose per bene sino alla fine e questo grazie al provvedimento approvato dal consiglio”. Ecco, in sintesi, i punti della legge.
Il commissario. Alla costituzione dell’Agenzia per i rifiuti deve mettere mano entro dieci giorni il commissario ad acta che sarà nominato dallo stesso Emiliano. E che i rumor di queste settimane identificano nel manager-avvocato Gianfranco Grandaliano, numero uno di Amiu a Bari.
I Comuni. Continuerà a essere affidato agli enti locali il mestiere di “spazzamento, raccolta e trasporto” dei rifiuti. Gli stessi Comuni insieme con i rappresentanti della Regione e della Città metropolitana, daranno vita al “comitato dei delegati”, una specie di parlamentino che nominerà il presidente e il vicepresidente dell’Agenzia. All’interno della quale si prevede anche, e soprattutto, la presenza di un direttore generale, scelto dalla giunta Emiliano: l’incarico durerà “per tre anni” e sarà “rinnovabile una sola volta”.
L’Agenzia. I poteri dell‘Agenzia dei rifiuti, saranno assoluti. Spalleggiata da “un’apposita struttura tecnico-operativa”, procederà “all’affidamento della realizzazione e della gestione degli impianti di trattamento, recupero, riciclaggio e smaltimento”. Sì, insomma, ci sarà una sola stazione appaltante, a differenza di quanto succede adesso, e questo dovrebbe consentire di marciare speditamente. Per evitare che da queste parti ci siano quattro discariche – a Corigliano, Castellaneta, Cerignola e Trani – i cui lavori risultano completati, ma che non possono ancora entrare in funzione perché la burocrazia ci mette lo zampino.
Le discariche. Dovrebbero materializzarsene almeno sei, una per provincia, apparecchiature dedicate al compostaggio. Tutte pubbliche. Alla fine del 2017 dovrebbe essere pronta quella di Amiu nel capoluogo pugliese: costa 18 milioni di euro. Moltiplicate questa cifra per sei, il conto s’impenna a 108 milioni. L’affare, è il ragionamento dell’ex magistrato antimafia, si rivela troppo ghiotto per lasciarlo tra le grinfie di chiunque. Ecco perché l’Agenzia-cane da guardia dovrebbe esorcizzare i malintenzionati disseminati ovunque.
I privati. La nuova norma stabilisce che “per insufficienza o indisponibilità ” di discariche, si potrà ricorrere “ad accordi perché siano utilizzati installazioni di privati operanti sul territorio regionale”. Come capita ora: per liberarsi della spazzatura ci si serve della Tersan di Modugno ( Bari, in particolare) e degli allestimenti tirati su a Massafra e Grottaglie (Tarantino, Salento e Foggiano).
Rifiuti. La Regione Puglia ha la nuova legge
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