Il Frantoio Ipogeo di via Santacesaria di proprietà comunale è rinato. Dopo anni di incertezze, di problemi per la mancanza di personale e di risorse, da quando poco prima dell’inizio dell’estate 2016 è stato dato in comodato d’uso al Gal Terra dei Messapi, è stato finalmente messo a nuovo e, soprattutto, riaperto al pubblico. Due dipendenti del Gal, durante l’estate, lo hanno tenuto aperto sino a tarda ora permettendo che

Il libro delle firme

Il guano dei piccioni all’ingresso del frantoio
fosse meta di molti turisti. Particolarmente numerosa l’affluenza nella tre giorni della festa patronale. Molti gli stranieri che hanno ammirato il frantoio, ma anche mesagnesi di ritorno che non lo avevano mai visto aperto. Un mesagnese, che prima di di emigrare lavorava con l’impresa edile di Nino Ricco, ha ricordato che durante alcuni lavori quando il frantoio era nascosto sotto il basolato di una stanza, trovò una botola nella quale scendeva solo lui per trovarsi in un grande cisterna ed un corridoio. Giancarlo Fontana (nella foto) dipendente del Gal, che si alterna con il collega Nicola Soliberto, in turni che vanno dal mattino sino alla sera, ha ricevuto molti turisti. Una soluzione affidare all’esterno le strutture che il Comune non è più in grado di gestire. Finalmente pulito, aperto, accogliente, a disposizione di quanti hanno interesse a vedere una pagina della storia di questa città. All’interno è stato realizzato un nuovo addobbo che il Gal ha commissionato e finanziato. “Una soddisfazione anche per noi – dice Fontana – aver dato un contributo alla nostra città. E’ stato bello ricevere tanti visitatori che hanno ammirato la struttura. Non ci è dispiaciuto fare tardi la sera perché abbiamo avuto la soddisfazione di vedere tanta gente che ha riscoperto un altro bel posto di Mesagne”. Tutti i visitatori hanno scritto qualcosa sul libro delle firme posto all’ingresso. Proprio prima della nostra visita abbiamo visto gruppi di tedeschi ed inglesi particolarmente interessati. Un unico neo: il guano dei piccioni che insozza l’ingresso.