“Il Comune di Mesagne non rispetta la normativa sulla rotazione degli incarichi”. E’ quanto sostiene Antonio Macchia, segretario generale della Cgil, a proposito della rotazione del personale comunale. Macchia scrive al sindaco Pompeo Molfetta per chiedere se è mai stato predisposto il piano triennale anticorruzione e se si ne è mai stata data attuazione. “Da diversi anni – sostiene il responsabile della Cgil brindisina -, forse anche da più di un lustro, non viene effettuata la rotazione del personale interessato che ricopre incarichi da definirsi “sensibili”. Possibile che alcuni responsabili di struttura organizzativa fossero indispensabili ed unici nell’assolvimento di quel ruolo?”. E spiega che, alla luce dei recenti indirizzi impartiti nella delibera n. 13 del 4 febbraio 2015, l’Autorità di Cantone dovrà valutare l’efficace definizione dei meccanismi di rotazione dei dipendenti. “Secondo il Piano Nazionale Anticorruzione l’alternanza riduce il rischio che possano crearsi relazioni particolari tra amministrazioni ed utenti, con il conseguente consolidarsi di situazioni di privilegio e l’aspettativa a risposte illegali improntate a collusione. La rotazione, pertanto, allontana il privilegio o la consuetudine e la prassi, che possono finire per favorire coloro che sono capaci di intessere relazioni con i dipendenti e dirigenti inamovibilmente inseriti in un certo ruolo, a discapito di altri”. Continua Antonio Macchia: “Non è un caso che la legge 190/2012 si riferisca alla rotazione più volte. All’articolo 1 comma 4, lettera e), nel quale si assegna al Dipartimento della Funzione pubblica il compito di definire criteri generali per assicurare la rotazione dei dirigenti nei settori particolarmente esposti alla corruzione. All’articolo 1, comma 10, lettera b), della legge 190 del 2012 poi il responsabile della prevenzione procede alla verifica, d’intesa con il dirigente competente, dell’effettiva rotazione degli incarichi negli uffici preposti allo svolgimento delle attività nel cui ambito è più elevato il rischio che siano commessi reati di corruzione”. “Presso il Comune di Mesagne la normativa di cui innanzi non è stata attuata, o meglio la si è attuata a macchia di leopardo, snaturando pertanto la ratio della norma stessa. Solo in alcuni degli uffici, sebbene i dipendenti responsabili di struttura organizzativa presso il Comune di Mesagne siano diversi, si è provveduto alla rotazione, facendo si che la maggior parte degli stessi responsabili conservassero posizioni granitiche”.
Antonio Macchia nel sollecitare chiarimenti in merito all’effettiva esecuzione del piano triennale anticorruzione, chiede elenco del personale di che trattasi con dies a quo di assegnazione dell’incarico in modo tale da poter verificare se ci si è uniformati al dettato normativo. E conclude che se avrà riscontro alla richiesta, questa sarà inviata all’Autorità Nazionale Anticorruzione.
Il Comune di Mesagne non rispetta la normativa sulla rotazione degli incarichi
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