Gentile Direttore. Le scrivo un mio pensiero riguardo la continua apertura in città di nuove attività commerciali. A mio parere, in nome di un utopico, considerate le contingenze nazionali e mondiali, sogno di sviluppo economico, vengono concesse a iosa autorizzazioni di apertura di attività commerciali senza un criterio logistico: vedasi bar, che solo tra Porta Grande e Via G. Marconi, se ne contano otto, paninoteche, ristoranti, pizzerie, ecc.. Il quesito da porsi è se, nel concedere tali autorizzazioni, le Autorità preposte tengano nella dovuta considerazione tutta una serie di disagi che ricadono sui comuni cittadini che sfortunatamente si trovano ad abitare in prossimità di tali attività: Sto parlando di inquinamento acustico, che inibisce il normale diritto a riposarsi di chi deve alzarsi la mattina presto per andare a lavorare; difficoltà della viabilità: basti pensare, in estate, nel centro storico dove l’auspicio è quello che non accada mai nulla nelle ore serali in quanto non sarebbe possibile neanche l’accesso di una autoambulanza, per come le strade sono occupate da sedie e tavoli; inquinamento ambientale. Poi ci stupiamo che Mesagne risulta tra i paesi più inquinati con tutte le canne fumarie che vanno ad aggiungersi a quelle dei camini. E ciliegina sulla torta “la sicurezza”. Ma siamo proprio sicuri che ai cittadini che sono costretti a subire tutti i disagi che una attività commerciale “inquinante” sia garantita la Sicurezza nella propria abitazione? Chi concede le autorizzazioni si erge a garante che una canna fumaria, oltre a dover rispondere alle normative vigenti, deve anche non arrecare quei disagi come rumore, odori nauseabondi e maleodoranti nelle abitazioni adiacenti? Le stesse autorità si ergono a garanti a che il rumore dei bar, dei ristoranti, delle pizzerie non turbino il sacrosanto diritto al riposo? Le stesse Autorità si ergono a garanti a che le tubature di gas, di acqua, ecc. abbiano la locazione che la legge prevede? Le stesse Autorità, nel concedere tali autorizzazioni, conoscono la portata di quello che comunemente viene definito come “danno biologico” come conseguenza di quei disagi a cui il più delle volte non si dà la giusta considerazione in nome del tanto “agognato” sviluppo economico?
In conclusione. Non vi è dubbio che lo stato di contaminazione e quindi l’instaurazione di un “inquinamento” avvenga sia nella componente ambientale “atmosfera” e sia in quella ambientale del “rumore” ; tale stato di “diffusa contaminazione” ambientale, oltre che determinare un sacrificio inaccettabile per chi ne subisce le conseguenze, costituisce una seria e pericolosa minaccia al prioritario bene della “salute” tutelato dall’art. 32 della Costituzione, potendo ciò comportare danni sia di natura fisica che psichica.
—