Egr. Direttore, caro Pino. Con rammarico, e non senza tristezza, leggo il tuo articolo del 27.u.s. riguardante la situazione del sig. Zaccaria (a sinistra nella foto) e prendo atto della novità che è quella cioè di abitare in una parte di Mesagne, “zona quarto mondo”, di cui non conoscevo l’esistenza. Cito: “Da tre giorni dorme (il sig. Zaccaria) in un vecchio ed umido tugurio senza acqua e corrente elettrica. Siamo in via dott. Emanuele Cavaliere … Il tugurio, da anni abbandonato a sé stesso … Una realtà agghiacciante … Un vero e proprio letamaio … Siamo di fronte ad una storia di abbandono e degrado … ”e ancora” … Ma come si può tacere … Uno squallido tugurio maleodorante ecc…”.
Certo non sai che quella casupola la ricordo sempre abitata sin da quando nel lontano 1981 sono venuto a stare nella mia attuale residenza, ovvero, quasi di fronte al civico 9 del sig. Zaccaria. Quella casupola la ricordo sempre così piccola, eppure mai tugurio, dove allora alloggiava una famiglia di tre persone di origini umili ma che la abitavano con dignità e, a mia memoria, con l’energia elettrica ma, si, senza acquedotto. Non so quando con esattezza fu comprata dal sig. Zaccaria e riempita, diciamo così, di molte cose vecchie. Dopo qualche tempo è stata abitata dal sig. Giuseppe, figlio del proprietario, che vi è rimasto per diversi anni. Allora, spesso, l’acqua veniva a prenderla da me, dal mio giardino antistante la casa. In seguito, sopperì a questa mancanza per poi lasciare definitivamente l’alloggio. Per diversi mesi nell’ultimo periodo è stata abitata da una giovane coppia che è stata sfrattata (?) prima che il sig. Zaccaria venisse a portare, ancora, diciamo così molte cose vecchie. Questo era l’uso a cui il sig. Zaccaria aveva destinato la casupola. Se poi in questi ultimi mesi, andata via la coppia che abitava la casupola, siano stati interrotti i servizi essenziali non mi è dato di sapere. Comunque ancora una volta il sig. Zaccaria aveva
ripreso a portare molte cose vecchie e non abitava la casa. Ora ci saranno stati fatti sopravvenuti se, per motivi che non ci è dovuto di conoscere, Fulvio ha deciso di abitare in quella casa anche se sapeva che non era nelle condizioni di essere abitata a causa delle molte cose vecchie che lui stesso nelle settimane precedenti aveva depositato. Prendo atto della situazione di disagio in cui versa il sig. Zaccaria e lo apprendo dal tuo articolo, che a questo è servito, ma devo dire che il disagio lo provoca, e non per la prima volta, anche al condominio da me abitato facendo scempio dell’ambiente circostante e mettendo in difficoltà il servizio di raccolta rifiuti lasciando fuori di fronte alla sua abitazione, sul marciapiede di pertinenza del condominio, ogni tipo di spazzatura senza tener conto di ciò che poi sarà ritirato. Questo, inoltre, al passaggio di una pattuglia di vigili urbani mette a rischio di multa il condominio stesso. Caro Pino vorrei rassicurarti che l’accoglienza e la solidarietà da parte mia e degli abitanti di questa zona di Mesagne è pratica costante pur tra tante difficoltà e impegni giornalieri. Al tempo stesso mi auguro che la tua denuncia sia tenuta nella dovuta considerazione dalle istituzioni e dagli altri organi preposti ad alleviare i disagi dei meno abbienti. Nell’augurarti i migliori auspici professionali e familiari invio cordiali saluti. Elio Montemurro.
RISPONDE IL DIRETTORE Caro Elio, prendo atto di quanto racconti. Certamente tu prima e meglio di me conosci la storia di Zaccaria che proprio ieri (o l’altro ieri) ha finalmente lasciato quel tugurio. Amici residenti in via dott. Emanuele Cavaliere mi hanno riferito che una pattuglia di carabinieri e un’ambulanza del 118 sono intervenuti ed hanno portato via Zaccaria. L’articolo-denuncia aveva proprio questo obiettivo: sollecitare l’intervento delle istituzioni, chiudere quel tugurio, e portare l’anziano che, non dimentichiamolo ha 86 anni, in un ambiente più salubre e vivibile. Quanto abbiamo visto noi, lo riconfermo, era un “pugno nello stomaco” alla cosiddetta società civile vedere quell’uomo vivere in quel posto, in quelle condizioni, senza un letto, senza luce e acqua. E non cambia il disappunto che ho provato sapere che prima in quel posto ci vivevano 3 persone o il figlio. Inoltre, so bene che in quella strada risiedono persone disponibili e dal cuore grande, né ho scritto che via dott. Emanuele Cavaliere sia “zona da quarto mondo”. Anzi. Concludo: sono contento che Zaccaria possa vivere gli ultimi anni della sua vita in maniera dignitosa, da essere umano. E ti ringrazio del tuo contributo.