
Nichi Vendola ieri pomeriggio a Brindisi ha spiegato al popolo del centrosinistra che idea del Paese che ha in mente e quali saranno le priorità per dare voce a quella speranza che è nel cuore del popolo italiano. Dopo Bersani anche il Governatore pugliese è stato accolto da una folla oceanica a conferma che, forse, per riportare il centrosinistra al timone della nave Italia non ci sarà bisogno dei Monti e dei Casini. I conti, però, bisognerà farli la sera del 25 febbraio.
Il tandem Bersani-Vendola è in salute, ma bisognerà stare attenti al rush finale. Lavoro, cultura, formazione, innovazione, dignità sociale: sono state queste le parole d’ordine del cambiamento che, partito dalla esperienza in Puglia, il centrosinistra vuole esportare in tutto il Paese.
L’Italia ce la può fare soprattutto se il centrosinistra riuscirà a restare unito. Ieri, almeno da quanto si è visto alla multisala Andromeda, la temuta rimonta del centrodestra è apparsa una ipotesi molto remota. Vendola che non ha nascosto le criticità della sua esperienza regionale (Tedesco e Frisullo) ha parlato della crisi morale e politica del Paese.
“C’è un abisso tra quanto è accaduto in Puglia e ciò che è successo in altre regioni come la Lombardia e il Lazio”, ha detto. Ha parlato del caso Finmeccanica e della nomina di Orsi da parte della Lega Nord e di Maroni; ma ha anche ricordato la battaglia condotta a difesa del territorio contro il progetto del terminale del rigassificatore del quale Brindisi non ha bisogno. Con Vendola c’erano l’assessore alle Politiche Agricole Dario Stefàno, il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna, Toni Matarrelli, Claudia Zezza, Giovanni Brigante. Nella foto il popolo di Sel ieri pomeriggio al multisala Andromeda di Brindisi.