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L’altro ieri il gruppo consiliare del Pd mesagnese ha votato all’unanimità il nuovo Piano commerciale. Già in passato, come lo stesso sindaco Molfetta ha tenuto a precisare, il Pd aveva votato a favore del Pip (piani insediamenti produttivi). Nel corso del dibattito consiliare è emersa la piena disponibilità del gruppo Pd a collaborare con l’amministrazione Molfetta per “il bene della città”. Il Sindaco, nel suo intervento, ha sottolineato positivamente l’importanza di questo nuovo corso. Oggi (ma era già emerso da mesi) il segretario del Pd mesagnese, Francesco Rogoli (nella foto) sferra un attacco frontale alla giunta Molfetta con il comunicato stampa che alleghiamo.
La situazione politico-amministrativa mesagnese è ormai desolante e sconfortante. L’inconcludenza della Amministrazione Comunale non ha portato, a quasi due anni dal suo insediamento, alla soluzione di alcun problema della città, tuttavia si comincia a cogliere il senso non casuale dell’improvvisazione e dell’inadeguatezza di questo Sindaco e questa Giunta. Mentre Sindaco e maggioranza continuano a ripetere come un mantra che non ci sono risorse, nel corso del Consiglio Comunale di due giorni fa sono stati stanziati 20.000 € (ventimila) “per il conferimento di incarichi di collaborazione autonoma per l’anno 2017”. Cioè il Sindaco decide di spendere 20.000 € per avvalersi di una professionalità esterna in campo tributario (Iva), e un’altra per la “funzione di coordinamento dell’area tecnica”.
Ad oggi risulta incolmabile la distanza tra le parole e le scelte di chi amministra: non ci sarebbero soldi ma poi si spendono con disinvoltura 3.000 € per una cooperativa di Ceglie che avrebbe attivato percorsi gestione condivisa dei beni comuni urbani con risultati praticamente inesistenti! Prevede di spendere circa 3.000 € per trasferire i Servizi Sociali da Palazzo Celestini a Palazzo Piazzo, come se il Comune fosse di proprietà di chi è chiamato, momentaneamente, ad amministrarlo. Si annuncia di voler rivoluzionare la macchina amministrativa salvo poi fare continui dietrofront, ricorrere a professionalità esterne e disattendere quindi gli obiettivi di maggiore efficienza e risparmio posti alla base della cosiddetta “rivoluzione copernicana”. E tanti altri problemi attendono di essere affrontati e risolti: la qualità del servizio di raccolta dei rifiuti, che malgrado le percentuali di differenziata diffusi in questi giorni (i dati ufficiali sono fermi a giugno 2016), consegna una città sporca e continui problemi relativi al conferimento presso la piattaforma ecologica; il problema della gestione del canile comunale; gli annosi contenziosi con le ferrovie dello Stato che rischiano di risolversi con notevoli disagi per i cittadini; la manutenzione straordinaria delle strade, per la quale è stato già contratto un mutuo che impegna per molti anni la città ma non sono stati ancora predisposti i bandi per assegnare i lavori. Dopo due anni non ci meravigliamo più, ma capiamo l’incoerenza politica del Sindaco, irriducibile e spesso impetuoso nemico delle irregolarità e degli sprechi negli oltre venti anni in cui ha rappresentato le Istituzioni, e oggi difensore di spese incomprensibili e imbarazzanti. Ciò che non si può accettare è la presa in giro a danno dei cittadini mesagnesi, da parte di chi proclama una cosa e fa esattamente il contrario.
Le due anime del Partito Democratico mesagnese
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