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Le associazioni di categoria italiane devono cambiare. E lo devono fare in fretta. “Diversamente rischiamo di scomparire schiacciate dall’azione di un governo che ritiene che i corpi intermedi non servono più. Non solo. Le nuove generazioni chiedono concretezza”, spiega la mesagnese Mary Capodieci, presidente regionale Cna Impresa Donna e vice presidente nazionale (nella foto a sinistra, assieme alla collega della Basilicata), appena rientrata dal meeting dedicato alle artigiane, organizzato a Vicenza da Cna Impresa donna dal 10 al 19 febbraio. “Quello che serve – dichiara Mary – è un sistema assolutamente nuovo di fare rappresentanza che deve puntare sulla proposta e non sulla protesta. Certo, oggi è facile ottenere consensi con le proteste, ma le associazioni possono sopravvivere solo cambiando atteggiamento e fornendo risposte concrete”. I giovani, oggi, non intendono aderire ai sistemi associativi a prescindere, e sono disposti ad aderire solo se si vede un effettivo vantaggio. “La Cna ha già iniziato la trasformazione, ma ora è necessario darsi un’accelerata. Per fare proposte concrete serve uno studio maggiore. Noi siamo convinti che sia importante studiare le situazioni perché non si può improvvisare”. Per questo la nuova Cna avrà un centro studi. “Non abbiamo molte risorse economiche, ma bisogna muoversi per dare un apporto propositivo. Lo studio ‘Comune che vai, fisco che trovi’, realizzato all’interno dell’associazione, è un primo esempio. Grazie ai dati raccolti, possiamo iniziare a individuare proposte possibili per arrivare alla diminuzione delle tasse almeno nei Comuni dove le imposte sono più alte”. In conclusione? “In conclusione – aggiunge Mary Capodieci – la Cna va riorganizzata. Non è sufficiente essere capillarmente presenti sul territorio. Servono iniziative che centralizzino e verticalizzino alcune aree di intervento. Il comitato Cna Impresa donna, le donne imprenditrici hanno più coraggio dei maschi in queste operazioni e vanno fatti tutti gli sforzi per velocizzare il processo di cambiamento”.
Mary Capodieci: “Le donne imprenditrici hanno più coraggio dei maschi”
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