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Carissimo professor Fortunato, mi permetto di esprimere un commento sul tuo articolo apparso qualche giorno fa nel sito “Mesagne Sera”. Condivido la tua analisi accurata sulla situazione politica del Paese e soprattutto ho apprezzato il tuo riferimento alle idee-guida, condizione necessaria per uscire dalla “palude”. La situazione da te analizzata è decritta da Platone nel VII libro della Repubblica: “Là dove nella cosa pubblica si gettino pezzenti e gente avida di ricchezze (o di potere), gente che dalla politica spera il proprio guadagno, non è possibile un buon governo, ché si lottano fra di loro per arraffare il comando e questa lotta intestina e civile li perde insieme a tutto lo Stato”. Ma le idee-guida corrono con le gambe degli uomini. Non a caso lo stesso Platone suggerisce, per la guida dello Stato, filosofi-saggi. Purtroppo, oggi più che mai, partiti e movimenti sono spesso guidati da una sorta di “Sultani” i quali sanno solo comandare, sono propensi a corrompere, sono vendicativi, coltivano la propria clientela di arrampicatori sociali inidonei per la loro impreparazione, sono solo assatanati di potere. Il vero politico, invece, secondo Danilo Dolci è “colui che sa comunicare, perfino educare, che è ben lontano da qualsiasi violenza, non è vendicativo, guarda al futuro di tutti i cittadini e non solo dei propri elettori, è sincero, leale, è essenzialmente valorizzatore e si serve della massima partecipazione di ciascuno”. Nel salutarti cordialmente devo rilevare che il movimento politico cui appartieni non ha risposto all’invito esplicito del giornalista Messe. Elio Galiano
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