
I capigruppo dell’opposizione Giuseppe Semeraro (Pdl), Carmine Dimastrodonato (Mesagne Incalza) e Domenico Magrì hanno presentato in Consiglio comunale una domanda di attualità sulla presunta esclusione del comune di Mesagne dai finanziamenti previsti dal bando pubblico sulla riqualificazione e valorizzazione del sistema museale.
“Tale vicenda – secondo i tre firmatari della domanda di attualità – andrebbe ad aggiungersi ad una serie di fallimenti in materia di recepimento di risorse provenienti da bandi regionali, nazionali ed europei. Fra questi i più significativi i “Sac” e “Io Gioco Legale”.
Vista l’importanza per gli enti locali di intercettare finanziamenti finalizzati a favorire lo sviluppo socio economico e culturale delle proprie comunità in relazione alla difficoltà di investire risorse proprie e ritenendo che l’Amministrazione comunale debba fornire chiarimenti pubblici sulla vicenda, i capigruppo consiliari hanno chiesto al Sindaco, se risponde al vero che il comune di Mesagne è stato escluso dai finanziamenti richiamati in premessa e quali sarebbero stati i motivi di esclusione; se sono stati presentati più progetti relativi al bando in oggetto ricadenti sul territorio di Mesagne; se il Comune di Mesagne, laddove non sia stato ammesso a tali finanziamenti, intende ricorrere per contestare i motivi di esclusione.
Ai capigruppo ha risposto la consigliera delegata al Museo Mariella Vinci che ha spiegato i caratteri di innovazione del progetto “Scene da un Museo” presentato dal Comune di Mesagne erano tali da non essere adattabili ai criteri di valutazione seguiti dalla Regione.
“E’ superficiale considerare che il mancato finanziamento sia dovuto ad una redazione progettuale fatta male. Al contrario il lavoro presentato dal Comune di Mesagne risponde a criteri altamente tecnologici che, addirittura, mettono la realtà messapica su un livello superiore rispetto ad altre strutture museali regionali.”
Il progetto “Scene da un Museo” puntava a coniugare la garanzia degli standard richiesti sul piano tecnico-scientifico con l’innovazione multimediale. Obiettivo centrale era ed è quello di offrire un rapporto virtuoso tra spazi e servizi attraverso la messa in rete di informazioni multi-livello per tutti i target di visitatori. In sostanza era prevista la realizzazione di strumenti e supporti tecnologici che raccontassero le opere esposte e la storia del Castello: audio-guide, teatro virtuale, realtà aumentata, proiezioni attraverso le quali il Castello e il Museo si sarebbero trasformati in uno spazio dinamico “reale” dove poter entrare in contatto con storie millenarie in maniera semplice e immediata.
“In fondo – ha aggiunto la Vinci – nella volontà più volte espressa di portare Mesagne ai livelli di Città Turistica, il metodo multimediale di approccio storico è quello riconosciuto a livello internazionale nelle maggiori città europee e non solo. Il progetto era completo in ogni sua parte, ha comportato un lungo lavoro per gli uffici competenti ed era, peraltro, già eseguibile. Non c’è, dunque, riscontro negativo rispetto alla qualità della proposta presentata in Regione. E’ necessario invece parlare, per quanto riguarda l’esclusione, dei criteri di ammissibilità a finanziamento che individuavano nel bando tre specifiche categorie: istituzioni museali in corso di attivazione, in stato di funzionamento e in stato di funzionamento avanzato. Per le tre categorie i lavori dovevano riguardare opere di completamento di strutture destinate al museo. Se l’eseguibilità oggetto del bando – ha concluso la Vinci – riguarda criteri relativi alle opere pubbliche, allora l’esclusione è giustificata. Il progetto del Comune, invece, non risponde ai criteri specifici delle opere pubbliche bensì al rafforzamento del Museo secondo integrazioni esclusivamente di carattere tecnologico. Nessun cantiere era previsto, ma solo l’implementazione multimediale dei servizi. Un passo avanti rispetto all’esistente che non necessita di opere strutturali. Il progetto era assolutamente degno di essere valutato. Semplicemente presentava caratteri di innovazione tali da non essere adattabili ai criteri di valutazione seguiti dalla Regione”.
Dello stesso avviso anche il sindaco Franco Scoditti che ha voluto sottolineare il fatto che progetti simili a quello di Mesagne, presentati dalla province di Lecce e Brindisi, sono stati esclusi. “L’attenzione verso le nostre strutture monumentali è tra le priorità dell’Amministrazione. Peraltro esiste anche un altro progetto relativo al Museo. Ma non si può certamente pensare che quello presentato non sia valido. Al contrario si tratta di un percorso che intendeva portare la città su standard di qualità multimediali elevati”. Nella foto Mariella Vinci.