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Questa sera, alle 21.30, la preside Marisa Portulano Scoditti (nella foto) ci ha lasciati. Aveva 94 anni, essendo nata il 26 aprile 1923. Al suo capezzale c’era il dott. Elio Distante e la signora Stella. Poco dopo è arrivato il nipote Gino Salamanna.
“Un vecchio che muore è una biblioteca che brucia”, ha scritto Enrico Colombi. Mai frase è stata più appropriata per raccontare quanto ricordiamo della preside Portulano. Una docente, e poi preside, molto amata che lasciò un segno profondo di rinnovamento nella scuola. Restò alla guida della scuola media Materdona dall’anno per 23 anni, dall’anno scolastico 1970-71 al 1992-93, introducendo in quegli anni modifiche ed innovazioni che ribaltarono la scuola media mesagnese. Scardinò la vecchia organizzazione e portò una ventata di novità che, in quegli anni, fece scalpore in quanto applicò in pieno i programmi della completata riforma della scuola del 1979. Lasciò il servizio attivo al termine dell’anno scolastico 1992-93. Laureata in Lettere Classiche giovanissima (nonostante la guerra) con una tesi su Petrarca con il prof. Sapegno, alla Sapienza di Roma. Dopo la liberazione andava su e giù per la Capitale per fare gli esami con mezzi di fortuna, assieme al fratello più grande Ugo, spesso anche con il camion di Nuccio Rodio che trasportava vino a Roma. Dopo la laurea, nel 1949, insegnò italiano e latino al Magistrale di Brindisi e, successivamente, italiano e storia all’Ist. Tecnico di Brindisi. Nell’anno 1967 vinse il concorso per preside e lavorò in provincia di Lecce. Sposò il professore Salvatore Scoditti nell’agosto 1964, da cui ebbe un figlio prematuro che morì dopo tre giorni. Fu il primo difensore civico della città. La vita della preside Portulano è stata indelebilmente segnata da una missione: la formazione dei giovani. La scomparsa della preside Portulano segna una gravissima perdita per la comunità mesagnese. Una donna che ha dato tanto a questa città con il suo impegno e la sua instancabile attività alla guida della scuola della nostra città. In 23 anni – l’ho potuto constatare in prima persona – è stata sempre di una eccezionale disponibilità e professionalità. Sono andato a rileggermi appunti e ricordi e credo una frase possa in maniera inequivocabile far capire la sua dedizione al lavoro finalizzata, in modo particolare, alla crescita degli alunni: “…bisognerebbe piuttosto collaborare in maniera costruttiva perché insieme si costruisce il futuro dei nostri ragazzi”.
I funerali si terranno domani alle ore 16.30 nella Basilica del Carmine. La redazione la ricorda riproponendo il video del suo discorsco del 1993 quando lasciò la scuola per la meritata pensione.
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