
I capi gruppo del centrodestra Giuseppe Semeraro (Pdl), Carmine Dimastrodonato (Mesagne Incalza) e Domenico Magrì (Nip) hanno presentato interpellanza con richiesta di risposta scritta in merito allo stato dei lavori della Villa Comunale.
“In prossimità della bella stagione molti mesagnesi si chiedono, e ci chiedono, lo stato dei lavori del rifacimento della Villa comunale, principale punto di aggregazione dei mesagnesi e uno dei simboli della nostra città, lavori però che destano alcuni dubbi – scrivono -. Difatti ad ascoltare alcune voci sommesse, pare che vi sia un forte ritardo nella consegna dei lavori legato al mancato pagamento degli stati di avanzamento e, pertanto, appare nebulosa ed incerta la conclusione dei lavori. Peraltro – continuano – , tale circostanza potrebbe essere avvalorata dal fatto che l’Amministrazione Scoditti ultimamente ha subito una serie di problemi finanziari, come il mancato pagamento dell’assistenza domiciliare, la vendita di alcuni beni di proprietà comunale, e soprattutto l’anticipazione di cassa per 4 milioni richiesta alla Tesoreria Banca Carime. Inoltre c’è da segnalare la perplessità nostra e di molti cittadini sulla scelta fatta in merito al materiale utilizzato per pavimentare la Villa in parola, che si presenta con un rivestimento irregolare e spigoloso che potrebbe diventare problematico da attraversare per famiglie con passeggino e soprattutto per cittadini portatori di handicap, ed ancora dubbi si ravvisano sui cordoli che delimitano le aiuole che si presentano squadrati e non stondati, dunque potenzialmente pericolosi per ragazzi e bambini”.
Tanto premesso, i capi gruppo consiliari Semeraro, Dimastrodonato e Magrì hanno rivolto formale interpellanza al Sindaco, al fine di conoscere e chiedere: lo stato dei lavori della villa comunale; la corrispondenza col capitolato; lo stato di esecuzione; i tempi di consegna; se risponde al vero che non vi sono le risorse per completare i lavori secondo i tempi stabiliti; se non si ritiene che con la messa in opera del materiale descritto in premessa si sia realizzata una “imponente” barriera architettonica che arrecherebbe, altresì, disagio alle famiglie; se non ritiene che i cordoli prima descritti non rappresentino potenziali pericoli per gli avventori della villa comunale; se la scelta di utilizzare tali materiali è stata preceduta da un idoneo ed indispensabile studio di fattibilità. Nella foto un particolare della nuova pavimentazione della villa comunale.