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I LETTORI CI SCRIVONO Rispetto all’ordinanza del sindaco Molfetta per “regolare la movida” che prevede di fermare la musica proveniente dai locali dopo le 24 e di vietare la rivendita di alcolici in bottiglia e lattine salvo consumarli nei pressi del locale.
Diverse sono le considerazioni che personalmente sono emerse dopo aver letto l’ordinanza, sia rispetto al tema in sé, tanto a livello generale sull’andamento di questo paese. La prima, chi tutela realmente questa ordinanza e chi danneggia? Mentre rimane ancora irrisolto il primo dubbio, le risposte al secondo sono innumerevoli: danneggia chi questo paese lo vive ogni giorno nonostante il suo stato di collasso, non cedendo all’apatia verso cui inesorabilmente ti trascina, danneggia l’economia locale considerato l’elevatissimo numero di pub e ristoranti che ci sono, specialmente nel nostro meraviglioso centro storico e esorta ad un’asprissima competizione tra questi, più di quanto già non sia. Danneggia i ragazzi della mia età (18 anni) che vedo ogni giorno cercare a fatica il modo di spostarsi da qui verso Lecce, Brindisi, Francavilla per sfuggire al nulla di questo paese e che quando non riescono si fermano fino a tardi a bere una birra in villa con gli amici, e il pensiero che nel fare questo da domani potrò vedermi venire incontro una volante che mi esorta a spostarmi da lì rabbrividisco. Mi chiedo in nome di cosa si sia approvata quest ordinanza, mi chiedo se davvero la mancanza di “decoro” possa essere collegata a dei cittadini che vogliono vivere la propria città godendosela al meglio. Mi chiedo in quale direzione Mesagne vuole andare continuando a non investire sulle proprie possibilità e ostacolando l’iniziativa, soprattutto quella degli studenti e dei giovani. Questo paese è sotto tortura e quotidianamente la retorica del paese per giovani e pronto ad aprirsi viene contraddetta. Da tanti ho visto condannare i fatti di Torino di qualche giorno fa, me in primis, da troppo pochi ho visto analizzare che stiamo percorrendo quella stessa strada, stretti nella morsa della repressione.
Con il cuore ancora una volta colmo di rabbia per l’ennesimo colpo inferto a questo paese e con la speranza che la vuota retorica della legalità e del decoro non attecchisca ancora una volta. Ilaria Lucariello
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