Per difendere il G8 è stata preparata una mirata campagna mediatica, iniziative esplicite che hanno l’obiettivo di convincere i genovesi ad abbandonare la città. Chi rimane non ha vita facile: ossessivi controlli di polizia, negozi chiusi, oscuramento di telefonini e televisioni, mura innalzate per blindare i vicoli del centro storico. Viene diffusa la notizia che il governo abbia chiesto al comune di acquistare alcune centinaia di sacchi mortuari.
Fanno male quei maledetti manganelli americani contro i manifestanti da tutto il mondo, brucia come fuoco su carne viva il gas urticante dei lacrimogeni sparati e respirati a pieni polmoni. In decine di migliaia li abbiamo assaggiati a Genova nel 2001, nessuno tra coloro che li ha subiti li dimenticherà. Restano lividi e tumefazioni, tagli e fratture che il mondo intero ha potuto ammirare, tutti nella forza evocativa dei cosiddetti “tonfa”, i fiammanti manganelli in policarbonato con l’impugnatura a gomito, agevoli da usare dall’agente che li può impugnare distendendoli sull’avambraccio, consentono persino di intrecciare le braccia di un fermato dietro la schiena, di bloccarlo senza ricorrere alle più fastidiose manette. I tonfa sono stati sequestrati dalla procura di Genova alla ricerca di tracce di sangue non ancora scomparse; vengono fatti pervenire con molta calma, i lavaggi devono essere stati accuratissimi. Al Viminale, al dipartimento di pubblica sicurezza, dei tonfa se ne erano innamorati, così si spiegano mesi di esercitazioni a Ponte Galeria e gli istruttori americani arrivati direttamente da Los Angeles. E’ stato impartito un addestramento durissimo ai ragazzi del nucleo sperimentale, paladini di sicurezza contro folle inermi, occhi rossi e insulto facile i paladini addestrati all’odio. La polizia, pur di avere quei manganelli, ha violato leggi e regolamenti in materia di armamento delle forze dell’ordine. Tutto è mosso da ordinanze speciali per il G8 in cui l’Italia mostra i muscoli e fa scappare il morto. Il nucleo antisommossa di Ponte Galeria è istituito diversi mesi prima del summit, quando al governo c’è il centrosinistra; a marzo c’è il provvedimento sul nuovo reparto, è di maggio – Amato in carica, Berlusconi che scalpita – il provvedimento sui tonfa e sui lacrimogeni urticanti che si aprono con l’effetto ombrello.
Quando la mattina del 21 luglio anche il gruppo di pacifisti brindisini arriva a Genova Carlo Giuliani è morto. Noi, oggi come allora, non ci sentiamo tanto bene. Qualcuno al governo avrebbe voluto più morti a Genova. Noi lo sapevamo.
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