Gentilissimo direttore di Mesagnesera, mi farebbe molto piacere se lei pubblicasse un mio messaggio alla città per esprimere il mio dissenso contro quella parte razzista che non solo rimane chiusa nel suo razzismo ma contagia anche i piccoli con questa piaga. Francesco Facecchia.
Ecco il messaggio: “Alla notizia che a Mesagne arriveranno alcuni immigrati, ci sono stati i peggiori commenti razzisti che ci fanno ritornare indietro di un bel po’ di tempo. Da chi dice di aiutarli a “casa” loro, se mai avessero una casa dato che le città sono distrutte dalle guerre, a chi arriva a chiamarli scimmie. 2017 o 1817? È con commenti come questi che mi vergogno di essere mesagnese, mi vergogno di vivere in mezzo ad una massa di razzisti, grazie a Dio non tutti. È quando sento un bambino dire ad un altro bambino di origine africana: “Non mi toccare che mi sporchi di nero!” che mi vergogno di esserlo. È quando sento una bambina dire di un ragazzi di origine africana: “Non lo far bere alla bottiglia che mi schifo di lui che poi devo bere pure io!”. che mi vergogno di esserlo. Cari mesagnesi razzisti che leggerete questo messaggio…mi fate vergognare di essere mesagnese come voi, dato che Mesagne non è questo. Spero che possiate cambiare idea e accettare il proprio fratello che sia nero, bianco, africano, asiatico o di qualsiasi altra provenienza“.
Io appartengo all’unica razza che conosco, quella umana. (Albert Einstein)
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C’era una volta “La Chiccara”
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