
Tira fuori quel che pensa, Domenico Magrì, capogruppo di Nuova Italia Popolare in Consiglio comunale. Il risultato della proroga all’Ati Axa-Gial per il servizio di rifiuti e della raccolta differenziata? “Un atto illegittimo, un errore che sarà pagato dalla città”. Le ragioni? “Si sarebbe dovuto fare un bando di gara pubblico quinquennale”. Quanto al sindaco Scoditti: “Quando riconoscerà di aver sbagliato e di essere stato incapace di gestire questa situazione?”.
Il Consiglio comunale di ieri pomeriggio ha vissuto momenti di alta tensione. A momenti anche drammatici. Le offese personali (ma possono essere politiche?) sono volate trai banchi della maggioranza e dell’opposizione. Anzi, per essere più precisi, tra i banchi dell’esecutivo, Presidente del consiglio compreso e il centrodestra. Tra Magrì ed il Sindaco, che ha ricordato all’ex assessore della giunta Incalza di aver fatto pagare ai cittadini alcuni suoi errori quando da amministratore avallò spese fuori bilancio. A quel punto il rappresentante del Nip ha abbandonato l’aula promettendo querele.
Clima ad alta tensione anche tra il Presidente Orsini e il consigliere Distante, vecchi amici della Prima Repubblica ai tempi del Pri, per la surroga dei nuovi consiglieri nelle commissioni consiliari applicata “secondo la prassi” per Orsini ma “contro il regolamento” per Distante.
Clima più disteso, invece, con gli interventi di Semeraro (Pdl), Franco (Pd) e Molfetta (Sel). Da tutti un esplicito riconoscimento: ci sarebbe voluta una maggiore attenzione (Franco); è il risultato di aspetti giuridici approssimativi, di mancanza di organizzazione e dei Comuni sono lasciati soli (Molfetta); continuate a sbagliare: piano di zona; finanziamenti persi, errori nella gare. Sulla questione proroga l’Autorità di vigilanza ha detto cose molte serie (Semeraro).
Il Sindaco Scoditti ha riconosciuto che la procedura utilizzata, probabilmente, non sia stata quella giusta e che la situazione sia delicata. “Pensavamo di poter usufruire dell’impianto di compostaggio di Brindisi mentre oggi siamo costretti a conferire i rifiuti nelle discariche di Monopoli e di Ginosa con un aggravio delle spese. E, comunque, se non avessimo raggiunto il 55% della raccolta differenziata i cittadini mesagnesi sarebbero stati costretti a pagare l’Ecotassa”. Nella foto il momento dello scontro verbale tra il consigliere Magrì ed il sindaco Scoditti.