
COMUNICATO DEL GRUPPO CONSILIARE E DELLA SEGRETERIA DEL NIP Ciò che si è consumato nell’ultimo Consiglio comunale di martedì 28 maggio, è l’ennesima dimostrazione di come l’Amministrazione comunale di Mesagne rifiuti l’idea di essere sottoposta a critiche, ampiamente documentate, rifugiandosi nei cavilli regolamentari o ancora peggio negli attacchi personali piuttosto che fornire adeguate risposte.
Il Consiglio infatti si è aperto proprio sulla delicata vicenda del richiamo dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici che, lungi dall’essere un mero parere, come il Primo Cittadino ha tentato di veicolare, è stato un vero e proprio richiamo rivolto a questa Amministrazione, al rispetto delle norme di legge in materia di contrattazione pubblica.
Riassumendo, nel gennaio 2012, in vista della proroga del contratto di smaltimento dei rifiuti, il dirigente del Nuovo PSI, Raffaele De Punzio, condividendo le critiche mosse dalla stessa opposizione, sollevò dubbi sulla legittimità di prorogare il servizio dei rifiuti, alla luce della normativa vigente. Ma come accade nelle peggiori tradizioni, divenne subito da parte del Sindaco, il bersaglio di ingiurie e accuse, sia di natura personale che professionale, atteggiamento questo, come è noto, riservato già più volte in passato ad altrettanti malcapitati cittadini “oppositori del regime”.
La circostanza è divenuta ancora più imbarazzante per l’intera amministrazione Scoditti, quando quelle stesse osservazioni, riportate De Punzio in un esposto, sono state integralmente confermate e avvallate dall’AVCP; ricordiamo che la questione potrebbe interessare anche la Corte dei Conti per accertare l’esistenza di un eventuale danno erariale. Quello che Magrì ha sollevato nell’ultima seduta del consiglio comunale, criticandolo anche aspramente, è stato proprio questo atteggiamento, di chi viene posto di fronte all’errore commesso ma non ha l’umiltà di ammetterlo, tentando al contrario, con argomentazioni funambolesche, ma poco convincenti, di sottrarsi ad ogni responsabilità.
L’assenza di risposte e l’esigenza di riempire gli spazi vuoti ha reso inevitabile, da parte del Sindaco, il ricorso ad un’arma, oramai consueta, come quella dell’ingiuria personale, professionale nei confronti del consigliere Magrì.
Il tutto si è consumato in modo sgradevole con una complicità se non sostanziale, certamente formale del Presidente del Consiglio, che in veste di garante del corretto svolgimento delle regole, avrebbe dovuto in primo luogo non autorizzare l’intervento di un consigliere della maggioranza a discussione – dichiarata da lui stesso – conclusa, e cosa più importante, interrompere all’istante le accuse fatte dal Sindaco, durante la replica, non pertinenti, personali, e soprattutto non documentate. Un attacco che ha lasciato tutti esterrefatti , e che come reazione naturale e dignitosa ha provocato l’abbandono immediato dei lavori, sia del consigliere Dimastrodonato, che ovviamente dello stesso consigliere Magrì. Lo stesso ha preteso attraverso vie ufficiali le scuse dal Primo Cittadino, in assenza delle quali si riserva sin d’ora di adire le competenti sedi giudiziarie.
Una vicenda triste che testimonia ancora una volta che in questa città vi è un centro sinistra che non vuole essere infastidito dalle opposizioni; in questa città non è possibile opporsi ad un sistema di potere arrogante a cui la verità risulta assai scomoda. Nuova Italia Popolare, non si arrende a un tipo di politica che umilia e piega la dignità di onesti cittadini che in nome di quella sovranità che tanto viene invocata in campagna elettorale, hanno il sacrosanto diritto di esprimere in qualunque circostanza la propria opinione, dinanzi al quale chi è chiamato a guidare un paese, deve solo limitarsi a rispondere con quel garbo istituzionale che a quanto pare non appartiene proprio a questa amministrazione. Nella foto Domenico Magrì.