Francesco Rogoli (nella foto), rieletto segretario politico del Circolo Pd di Mesagne, è soddisfatto. E’ andata bene. Ha preso 135 voti su 162 votanti. Gli elettori aventi diritto al voto erano 192. “Abbiamo costruito un direttivo equilibrato – spiega – che tiene dentro tutte le anime del partito: renziani e orlandiani. Nessuno ha organizzato un comitato per Emiliano”.
All’interno del direttivo sono rappresentati tutti i renziani? Abbiamo fatto un ragionamento sulla base di tutti gli scritti che avevano rinnovato la tessera ed erano eleggibili negli organismi dirigenti. Chi tra i renziani ha dato la sua disponibilità è stato preso in considerazione”.
Altri renziani che non hanno condiviso e non hanno dato la loro disponibilità sono rimasti fuori. Tra questi Laboratorio Democratico che si rifà all’europarlamentare Pittella. E’ stata una loro scelta? Loro a livello locale non hanno posto problemi di alcun tipo. Io nella fase organizzativa ho avuto un confronto con chi rappresentava Renzi. Se qualcuno si sfilato, non lo so. Da quanto mi risulta nessuno ha posto particolari problemi sul percorso che si stava facendo. Poi, ripeto, abbiamo tenuto conto di quelli che in data utile avevano rinnovato la tessera per costruire un direttivo che rappresentasse tutte le sensibilità.
Quindi non c’é stato come dire un accordo privilegiato. No, nell’attivo che abbiamo fatto a settembre, ho detto che avrei gradito e ritenevo utile per il partito avviare un percorso unitario. Abbiamo avuto un confronto tra le varie sensibilità, ci siamo messi a ragionare con quelli che si erano organizzati alle convenzioni nazionali che erano l’ultimo riferimento che avevamo. Non potevo tener conto se all’interno delle varie sensibilità c’erano alcuni distinguo. Io ho il compito di fare un ragionamento sulla base di un dato complessivo e generale. E penso che ci siamo riusciti. Non sono emerse altre candidature, non abbiamo impedito a nessuno di farlo. Se qualche iscritto avesse voluto confrontarsi, era un suo diritto. Abbiamo messo tutti nelle condizioni di poterlo fare”.
Al congresso provinciale una parte dei renziani ha appoggiato il candidato Mario Monopoli. Si, lo stesso Monopoli faceva parte di quell’area.
Una frangia di renziani mesagnesi hanno votato Rosetta Fusco. Direi la gran parte perché il risultato è stato abbastanza importante. Mesagne, assieme a Brindisi ed Ostuni, è stato determinante per il congresso provinciale. Anche questo passaggio l’ho voluto condividere con tutti. A Mesagne si è determinato un orientamento largamente maggioritario, non unitario. Ognuno poi è libero di organizzarsi. Io ritenevo che a livello locale fosse importante dare un segnale di unità anche sul congresso provinciale. Questo passaggio è stato costruito e confortato dai risultati.
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