
(di Aldo Vangi, nella foto)) Nell’attuale situazione economica e sociale occorre oggi al fine di aiutare le Famiglie impegnarsi tutti assieme per creare posto ai Distretti Famiglia.Martedì 18 giugno, alle ore 18.30, presso il Frantoio Ipogeo di Mesagne, si terrà un convegno che ha l’obiettivo di iniziare anche nel nostro territorio questo progetto di politiche per la Famiglia.
Ma che cosa sono i Distretti Famiglia? Quali vantaggi offrono? Dove sono? Sono territori in cui più soggetti si uniscono per mettere in campo politiche integrate per il benessere ed il sostegno familiare. Un Distretto può corrispondere ad un comune o ad un’insieme di comuni in cui si offrono vantaggi, anche economici.
Il Distretto famiglia consente:
a) alle famiglie di esercitare con consapevolezza le proprie funzioni fondamentali e di creare benessere familiare, coesione e capitale sociale;
b) alle organizzazioni pubbliche e private di offrire servizi e interventi qualitativamente aderenti alle esigenze e alle aspettative delle famiglie, residenti ed ospiti, di accrescere l’attrattività territoriale contribuendo allo sviluppo locale;
c) di qualificare il territorio come laboratorio strategico all’interno del quale si sperimentano e si integrano le politiche pubbliche, si confrontano e si rilanciano le culture amministrative, si innovano i modelli organizzativi, in una dimensione di incontro e confronto nell’ambito del contesto territoriale con quello nazionale ed europeo.
Il Distretto opera dunque sul territorio secondo un modello reticolare, stimolando attori molto diversi ad orientare o riorientare i propri prodotti o servizi sul benessere delle famiglie residenti ed ospiti.
Le attività di ciascun ambito del Distretto famiglia sono orientate verso il benessere familiare tramite specifici requisiti, che possono essere obbligatori e facoltativi. La capacità del Distretto di generare capitale relazionale e di influire sulle aspettative territoriali cresce al crescere dei tematismi che aderiscono al distretto stesso. Il distretto di fatto rappresenta un sistema che consente di creare convergenza di obiettivi e di accrescere la densità e l’intensità delle relazioni degli attori locali, influenzando positivamente sulle loro aspettative mettendo in comune le risorse nascoste, mai viste e quindi inutilizzate proprie di ciascun attore.
Un esempio guida di Distretto famiglia è stato realizzato dalla Provincia Autonoma di Trento che in data 10 luglio 2009 ha approvato il Libro Bianco sulle politiche familiari e per la natalità, documento tramite il quale si intende perseguire una politica di valorizzazione e di sostegno delle diverse funzioni che la famiglia assolve nella società, nell’ambito di una strategia complessiva capace di innovare realmente le politiche familiari e di creare i presupposti per realizzare un territorio sensibile e amico della famiglia.
La Provincia Autonoma di Trento ritiene fondamentale porre al centro delle proprie politiche la famiglia, per perseguirne la piena promozione. Con tale ottica e attraverso il coinvolgimento di tutte le risorse attivabili sul territorio provinciale viene superata la vecchia logica assistenzialistica per intraprendere un nuovo corso di politiche nei diversi settori d’intervento (casa, assistenza, servizi, tempo libero, lavoro, trasporti ecc) in cui la famiglia diventa di diritto soggetto attivo e propositivo.
In tal senso il Trentino si vuole pertanto qualificare sempre più come territorio accogliente ed attrattivo per le famiglie e per i soggetti che interagiscono con esse, capace di offrire servizi e opportunità rispondenti alle aspettative delle famiglie residenti e non, operando in una logica di Distretto famiglia, all’interno del quale attori diversi per ambiti di attività e mission perseguono l’obiettivo comune di accrescere sul territorio il benessere familiare.
La famiglia, che vive con consapevolezza la propria dimensione, diventa protagonista del contesto sociale in cui vive, in quanto può esercitare le proprie fondamentali funzioni, creando in forma diretta benessere familiare ed in forma indiretta coesione e capitale sociale.
Obiettivo è l’individuazione e lo sviluppo di un modello di responsabilità territoriale coerente con le indicazioni della politica europea e nazionale e al contempo capace di dare valore e significato ai punti di forza del sistema Trentino.
Si vuole rafforzare il rapporto tra politiche familiari e politiche di sviluppo economico, evidenziando che le politiche familiari non sono politiche improduttive, ma sono “investimenti sociali” strategici che sostengono lo sviluppo del sistema economico locale, creando una rete di servizi tra le diverse realtà presenti sul territorio.
Il rafforzamento delle politiche familiari interviene sulla dimensione del benessere sociale e consente di ridurre la disaggregazione sociale e di prevenire potenziali situazioni di disagio, aumentando e rafforzando il tessuto
sociale e dando evidenza dell’importanza rivestita dalla famiglia nel rafforzare coesione e sicurezza sociale della comunità locale.
A tal fine il territorio della Valle di Non, rappresentato da Comune di Cles, Comunità della Valle di Non, Cassa Rurale di Tuenno – Val di Non, Associazione Pro Loco di Cles, APT Valle di Non, Parco Naturale Adamello Brenta e Cooperativa Sociale La Coccinella, hanno inteso realizzare un percorso di certificazione territoriale familiare, al fine di accrescere, tramite il rafforzamento del sistema dei servizi e delle iniziative per la famiglia, l’attrattività territoriale, nonché sostenere lo sviluppo locale attraverso il coinvolgimento di tutte le organizzazioni.
In particolare, il programma di lavoro si pone i seguenti obiettivi fondamentali:
1. implementare processi di responsabilità territoriale familiare, sperimentando nuovi modelli di collaborazione tra i diversi soggetti firmatari dell’accordo;
2. dare attuazione ai contenuti del Libro Bianco sulle politiche familiari e per la natalità per le parti riferibili al “Trentino Distretto per la famiglia”;
3. attivare sul territorio della Valle di Non, con il forte coinvolgimento degli attori del territorio, il laboratorio sulle politiche familiari, per sperimentare ed implementare modelli gestionali, modelli organizzativi e di valutazione delle politiche, sistemi tariffari e politiche di prezzo per promuovere il benessere familiare, sostenendo il capitale sociale e relazionale del territorio;
4. implementare sul territorio gli standard familiari sugli ambiti di intervento già adottati dalla Provincia autonoma di Trento sul tema delle politiche per la famiglia, nonché sperimentare sul campo nuovi standard familiari con l’obiettivo di supportare concretamente il processo di definizione delle linee guida per la Certificazione territoriale familiare.
Obiettivo del Programma di lavoro è di attivare azioni concrete a sostegno della famiglia in generale e della famiglia con figli in particolare. Per ogni ambito di intervento sono dunque individuate:
a) le azioni concrete che saranno perseguite dalle Parti promotrici;
b) le eventuali sub-articolazioni dell’azione di cui alla precedente lettera;
c) l’indicazione precisa dei referenti dell’azione che dunque realizzerà l’impegno;
d) l’indicazione indicativa dei tempi di realizzazione dell’impegno.
Il piano operativo individua complessivamente 29 azioni così articolate:
1. attività di pianificazione/programmazione sulle tematiche del benessere familiare;
2. attività di sensibilizzazione, formazione ed informazione degli operatori locali e non sui servizi a favore delle famiglie erogati in ambito locale;
3. attività volte a potenziare i servizi di conciliazione famiglia-lavoro del territorio;
4. attività di orientamento dei prodotti e dei servizi di alcune Parti proponenti verso gli standard family già adottati dalla Provincia autonoma di Trento;
5. attività sperimentali su nuovi prodotti e/o nuovi standard famiglia che possono essere disciplinati dalla Provincia per dare concretezza al laboratorio strategico sulle politiche familiari.