
Chi stanco di camminare o di stare in piedi non si è mai seduto sugli scalini di una abitazione, alzi la mano.
Noi milioni di volta.
Anzi, spesso, almeno quando eravamo giovani, abbiamo sempre preferito uno scalino, o come in vernacolo si dice a Mesagne pisulu, ad una più comoda sedia.
Perché? Perché lo abbiamo sempre ritenuto più pratico e comodo. Il pisulo dà quasi un più forte senso di amicizia, di fratellanza, di vicinanza. Oggi, con l’età, è sicuramente più scomodo. Soprattutto quando dobbiamo rialzarci.
In estate lu pisulu è ancora oggi utilizzato dai bambini per giocare e stare seduti sull’uscio della casa assieme ai nonni.
Quante volte gli anziani per vincere la calura estiva si sono seduti sui pisuli; quante volte in estate, quando non c’era l’aria condizionata, abbiamo visto gruppi di persone vicini di casa parlare dei loro problemi seduti sui pisuli.
Da anni i nostri ragazzi, quella della cosiddetta movida, terminati gli impegni scolastici, la sera sono soliti ritrovarsi in villa comunale e sull’ampio marciapiede che da piazza Porta Grande porta a via Granafei. Sino a fare le ore piccole, spesso disturbando i residenti.
Parlano per ore, si raccontano le loro avventure. Su quel marciapiede e su quei pisuli sono nate mille storie d’amore.
Una parola affettuosa, lo stare mano nella mano, un abbraccio, una dichiarazione d’amore detta su un pisulo ha un fascino particolare.
Per l’estate 2013 il proprietario di una casa di via Granafei ha pensato di premunirsi ed ha fatto fissare sugli scalini della sua abitazione due barre d’acciaio chiodate.
Un modo per indurre i ragazzi a cambiare zona, o quantomeno pisulo.
Non sappiamo cosa avesse quel pisulo di tanto comodo per essere preso di mira dai ragazzi.
E’ certo, però, che da anni tantissimi ragazzi, sin dalle prime ombre della sera, lo occupano obbligando spesso il proprietario a chiedere il permesso per entrare o uscire da casa.
Ieri sera alcuni ragazzi quando hanno visto le barre chiodate, da alcuni ritenute pericolose e abusive in quanto lo scalino sulla strada insiste sul suolo pubblico, hanno
promesso che contatteranno alcuni fachiri che vivono a Lecce e che sono in grado di sottoporsi a prove particolarmente gravose. “Camminano sui carboni ardenti e
possono dormire su letti irti di chiodi. Figuriamoci se non saranno capaci di sedersi su quegli scalini”, dicevano.
Ma fachiri a parte, i ragazzi di piazza Porta Grande, con loro grande rammarico, ieri sera hanno dovuto cambiare sito. Addio pisuli.
Probabilmente l’autore dell’articolo ha dimenticato di aggiungere che i proprietari dell’abitazione non si lamentano solo perchè devono chiedere il permesso per entrare in casa ma per ben altri problemi! per esempio hanno dovuto rifare il portone di casa innumerevoli volte perchè i ragazzi di oggi non si siedono semplicemente sugli amati “pisuli” per chiacchierare ma arrivano addirittura a sfondare la porta e a suonare i campanelli e i battenti in piena notte se solo si prova a lamentarsi. Quando anni fa eravamo io e i miei amici a sederci su quegli scalini problemi di questo tipo non si sono mai… Leggi di più »
Del resto lo stesso autore dell’articolo, sia pure nel rispettabile tentativo di difendere la cultura della vita sociale nell’ “agorà del davanti casa”, tradisce col suo stesso tono giornalistico -forse anche contro la sua stessa volontà cosciente- la sua propensione fondamentale a difendere il diritto alla quiete minima dei proprietari dell’immobile. Grazie quindi anche a lui per la sua comprensione e il suo lavoro etico che si dimostra di tutto rispetto.
Giulia ha decisamente ragione! Le sue parole mi hanno fatto ricordare mio padre che,qualche gradino più in la’,decise…per disperazione…di tagliare il gradino della nostra casa..E che dire delle bottiglie vuote e delle cicche lasciate ai proprietari come ricordo di struggenti amori consumati sui vecchi pisuli???