Migliaia sono i contribuenti che stanno predisponendo i ricorsi per avere la detassazione della Tari calcolata eccessivamente dai Comuni che hanno moltiplicato due volte la quota variabile della tariffa. La quota fissa, determinata in base ai metri quadrati dell’abitazione e la quota variabile, che cambia in base al numero dei componenti del nucleo familiare. Il calcolo corretto è quello di sommare i metri quadrati e poi applicare le tariffe. Il calcolo errato, invece, divide l’abitazione dalle sue pertinenze e replica la quota variabile per tutte queste, come il garage o le cantine, come se queste fossero abitate e capaci di produrre ulteriori rifiuti. Facendo i calcoli correttamente il contribuente ha pagato molto più del dovuto; a volte anche il 70% in più. Ora il problema è se i Comuni hanno la liquidità per rimborsare gli utenti. Il Ministero dell’Economia é stato chiaro: “La parte variabile della tariffa – ha scritto – va calcolata una sola volta, considerando l’intera superficie dell’utenza composta sia dalla parte abitativa che dalle pertinenze situate nello stesso Comune”. Il sindaco Pompeo Molfetta questa mattina approfondirà la spinosa questione. “Noi effettuiamo la tassazione in funzione di un piano finanziario sulla raccolta dei rifiuti – ha detto -. In riferimento alla quota variabile, il Comune ha solo applicato una disposizione legislativa nazionale. Se adesso il Governo si accorge di aver commesso un errore non può pretendere di scaricare il problema sulle già asfittiche casse comunali”.
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