Ricordo che ero ancora ragazzino, otto-nove anni, e ci andavo con mio nonno. Non dovevo staccarmi da lui, rischiavo di perdermi tra la folla e di non orientarmi più. Mio nonno faceva il contadino e prediligeva la zona riservata al bestiame, in particolare i cavalli. Si arrivava al mattino prestissimo, ci si infilava per una via ancora non asfaltata, ma già affollata da un viavai di gente. Ai lati file ininterrotte di banchi, camion, macchine, tendoni. Gente che s’incontrava e si salutava come se non si vedesse da anni, si scambiava commenti. Gruppi di persone che circondavano i banchi di veri e propri imbonitore dalla “parlantina” particolarmente convincente. Oggi la fiera è un po’ diversa, ma i bambini sono ancora attratti dalla piccole cose, tipo un monotono brulicare della folla sul suo indecifrabile parlottio, l’ancor più monotono “ritornello” dell’altoparlante sull’auto di un venditore di casalinghi, o dagli animali da cortile che ora non riempiono più i nostri cortili. Oggi bisogna stare attenti ai borseggiatori che hanno già sottratto nella giornata vari portafogli e saranno sempre in agguato fino a sera. Il video della fiera degli animali.
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