Il Cobriass, coordinamento delle associazioni animaliste della provincia di Brindisi composto da Oipa San Michele Salentino, Enpa Latiano, Wwf Brindisi, Lepa, Gli Amici di Snoopy Mesagne, Gli Amici Diwi Torre Santa Susanna, Liberi Ostuni, Quattro Zampe Nel Cuore di Fasano, Anpana provinciale e la Lega del cane di Francavilla Fontana, ha presentato istanza di accesso agli atti al Comune di San Vito dei Normanni. In questi giorni sarà fissato un incontro con Asl e Prefetto per discutere e avere maggiori ragguagli su come si intende procedere alla risoluzione del randagismo senza ricorrere ai canili rifugio. “Lo scorso 22 dicembre 2017 – si legge in un comunicato del Cobriass – a San Vito dei Normanni è scoccata l’ora x. O meglio dire l’anno zero: i Sindaci dei Comuni di San Vito dei Normanni, Latiano, Ceglie Messapica, Carovigno e San Michele Salentino sono giunti all’accordo più vergognoso dell’ultimo decennio. Hanno deciso di realizzare un mega canile rifugio comprensoriale utilizzando l’unico canile sanitario di Carovigno e destinare alla detenzione a vita altri 200 cani”. Il Cobriass accusa il sindaco Conte di non aver mai accettato un dialogo con il loro coordinamento per spiegare il progetto del mega canile rifugio che si realizzerà su un terreno confiscato alla mafia accedendo ai finanziamenti regionali. “Nutriamo forti dubbi che questo progetto abbia una direzione diversa rispetto alle tragiche realtà dei canili rifugio che persistono già in diversi comuni della Puglia”. Perchè dovrebbe essere diverso? “L’accesso ai finanziamenti regionali serve solo a rimpolpare le casse comunali servendosi ancora una volta dei cani – spiegano i volontari delle associazioni animaliste della provincia di Brindisi -. I sindaci
“praticoni” che non guardano al di là del proprio naso. Per loro il problema del randagismo si risolve con il canile rifugio. Ancora una volta nessuna non c’é stata alcuna delibera per prevenire il randagismo: non c’é un censimento dei cani e il controllo microchip. “Come si può auspicare ad un benessere dei nostri cani se le sterilizzazioni verranno effettuate solo accalappiando i cani per 60 giorni nel canile sanitario e poi fatti passare come da normativa nel canile rifugio? Come si può pensare di fare adottare un numero così alto di cani se non si sterilizza e quindi non si permette a questi cani di essere di numero nettamente inferiore in modo da gestire al meglio il loro percorso di benessere anche negli stessi canili. La storia è la stessa: ci sarà un rastrellamento di tutti i cani della provincia di modo da liberare i sindaci dalle lamentele dei cittadini, vedranno finalmente le strade libere dal randagismo e, naturalmente, i cani saranno tutti stipati nei box a finire i loro giorni. Perche’ dovrebbe essere diversa la gestione se queste strutture servono a dare lavoro non interessandosi minimamente di come questo lavoro viene svolto?”. Al sindaco Conte, fautore del progetto, il Cobriass chiede una risposta all’istanza depositata nelle sedi opportune e nei tempi previsti.
Il Cobriass chiede di accedere alla visione del progetto sulla bontà del quale nutre seri dubbi visto che i primi interlocutori dovevano essere le associazioni animaliste che non sono state ascoltate nonostante che al sindaco Conte sia stato richiesto un incontro già lo scorso 2 novembre. “Come sempre le amministrazioni ritengono inutili i suggerimenti di associazioni che conoscono bene il problema del randagismo che con un impatto economico relativo si può risolvere”. E concludono: “Non ci resta che aspettare maggiori ragguagli sul progetto; al momento siamo profondamente amareggiati per questi amministratori che hanno preferito ancora una volta non guardare e non ascoltare. Ma vigileremo e pubblicheremo tutte le spese investite che graveranno sui cittadini, controlleremo le campagne di adozione e di sensibilizzazione. Non vi lasceremo soli un momento perchè avete firmato l’accordo più vergognoso”.
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