La vicenda ha tenuto banco per settimane anche nella nostra città, oltre che nelle province di Brindisi, Lecce e Taranto. Numerose le auto che sono rimaste in panne dopo il rifornimento. A Mi Manda RaiTre, il direttore commerciale Eni Paolo Grossi ha parlato dell’ipotesi risarcimento, «se verificheremo le nostre responsabilità sulla lavorazione del carburante nella raffineria di Taranto». Il dirigente ha aggiunto che «le nostre indagini sono ancora in corso. Abbiamo avviato le analisi nel nostro centro di San Donato Milanese appena ricevute le prime segnalazioni: insieme ai risultati dei campioni effettuati da terzi, potremo chiarire le cause dei danni provocati ai motori a gasolio. Se Eni ha delle responsabilità, risarcirà senza problemi tutti i conducenti danneggiati davanti alla presentazione delle fatture relative alle riparazioni. Quello che è accaduto riguarda circa l’1 per mille delle vendite delle stazioni di servizio». A sollevare il caso era stata l’associazione Sportello dei Diritti, che ha raccolto una raffica di denunce da parte di automobilisti pugliesi, paventando anche la possibilità di una class action. I danni per ciascun automobilista sono arrivati anche a 1.500 euro nei casi più gravi. Da qui la grande eco per la vicenda.
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