
Ci sono modi e modi per accogliere il forestiero che arriva in città. Molti sono coloro che raggiungono Mesagne provenendo da S. Vito dei Normanni. Soprattutto i mesagnesi sanno bene che per accorciare dalla superstrada Lecce-Bari bisogna uscire a Specciolla e, attraverso S. Vito dei Normanni, arrivare a Mesagne. Un nostro concittadino arrivando da Roma per godersi il meritato periodo di riposo a casa dei vecchi genitori, si è fermato al passaggio a livello chiuso di via S. Vito e, visto l’indecente spettacolo che si è subito presentato dinanzi agli occhi appena giunto nella “sua” Mesagne, ha fatto una foto e l’ha inviata in redazione. “Non è certo un bel biglietto da visita della nostra città”, ha scritto.
Oltre alle erbacce ornamentali presenti in tanti punti delle periferie e non solo, l’ingresso di via San Vito si segnala soprattutto per il monumentale attraversamento dei binari ferroviari, noti in tutto il mondo per rappresentare il modello di riferimento per tutti i passaggi a livello dissestati sulla faccia della terra. Il non plus ultra del dissesto. Nessuna Amministrazione, questa va detto, si è mai adoperata per far cedere al Comune di Mesagne uno scettro che nessuno le invidia.
vogliamo invece parlare di un’altro ingresso alla città e via per il mare? bene. Qualcuno si è accorto delle condizioni del tratto di strada adiacente all’ex macello comunale?
Una discarica a cielo aperto ricoperta di erbacce.
Non parliamo poi, dopo poche decine di metri, del terreno accanto all’Istituto Tecnico Commerciale, diventato da lungo tempo cloaca per tutti i cani del quartirere e non solo, con relative “esalazioni”….
Propongo all’amministrazione comunale di mettere su un bel cartello con la scritta “Welcome to Mesagne, city of tourism”.
Come direbbe Ennio Flaiano: la situazione è grave, ma non seria..