Se il presidente Mattarella sta trovando problemi per dare in tempi brevi un governo al Paese, a Mesagne sembra che sia tutto pronto per un nuovo restyling dell’esecutivo cittadino. Un impegno preso da tempo dal sindaco Molfetta, ma rinviato a dopo le elezioni del 4 marzo per evitare eventuali mal di pancia. Poi si sa come sono andate le cose con Matarrelli che non si è ricandidato al Parlamento.
Approvato lo scorso 22 marzo il Bilancio di previsione finanziario 2018, la maggioranza (ossia Pompeo Molfetta, Toni Matarrelli e Gino Vizzino) si sono incontrati per studiare il rimpasto. Negli ambienti solitamente informati sembra che durante il summit qualcuno (il Sindaco) abbia mostrato i muscoli (?). Qualcuno giura di aver sentito volare paroloni e grida. I diretti interessati smentiscono e assicurano che non c’è stata nessuna lite. Risultato? La nuova squadra sembra fatta. Quasi. C’è il problema della “quota rosa” che obbliga due presenze femminili nell’esecutivo. La pattuglia rosa in giunta si era assottigliata solo alla presenza dell’assessore Tecla Pisanò dopo le dimissioni dell’assessore Antonella Catanzaro, sostituita lo scorso giugno da Alessandro Rubino.
Andiamo avanti. I “licenziati” sarebbero Antonio Marotta, Pisanò e Rubino, quest’ultimo dopo solo 10 mesi dall’aver ricevuto l’incarico. Il posto lasciato vacante da Marotta dovrebbe andare a Maria Teresa Saracino che nel maggio 2015 non fu eletta nella lista civica di Vizzino. Maria Teresa Saracino è già stata in Consiglio comunale con Alleanza nazionale; successivamente si candidò con la civica “Patto per Mesagne” in appoggio al Partito Democratico, per poi passare nel gruppo Vizzino. Attualmente ricopre il ruolo di portaborse alla Regione del consigliere Mauro Vizzino. Prenderebbe l’assessorato di Marotta, ossia Attività Produttive, Turismo e Polizia municipale.
In giunta anche Roberto D’Ancona con incarico all’Urbanistica, già delegato e da mesi assessore in pectore. Quindi il capogruppo Omar Ture che prenderebbe l’assessorato ai Servizi Sociali. Su questa decisione ci sarebbero state tensioni con il Sindaco in pressing per Maurizio Piro. Poi il Direttore artistico si è dovuto accontentare di entrare in Consiglio comunale al posto proprio di Ture e restare distaccato alla Regione come dipendente della Provincia di Brindisi.
L’ingresso in giunta di D’Ancona e Ture libererà due posti. Assieme a Piro al posto di D’Ancona scatterà Elvira Zurlo, moglie di Giuseppe Florio, già consigliere politico del sindaco Molfetta, non eletta nella lista capeggiata da Matarrelli.
Resterebbe a questo punto da sostituire l’assessore Pisanò. Con chi? Con la signora Zurlo o con Regina Cesta, componente della Commissione Pari Opportunità? O resterà la Pisanò?
Per dovere di cronaca riportiamo anche la voce di una candidatura di Anna Maria Scalera, già segretario politico del Ds e candidata al Parlamento. La diretta interessata ha però smentito categoricamente.
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