
Il Parlamento europeo ha, appena, approvato la nuova PAC (politica agricola comune o comunitaria.)[1] e il nuovo bilancio dell’UE per il periodo 2014-2020. Le indicazioni ricevute mantengono delle luci e ombre per l’Italia, in particolare, dove, a causa della recessione, comincia a salire l’inflazione, colpita dal salasso fiscale dei redditi, dei consumi e degli investimenti. Tale realtà è dovuta a una politica degli ultimi governi che hanno depresso l’economia reale, impedendo al debito, (nel frattempo ha raggiunto il massimo storico, il 133% del Pil), e al disavanzo dello Stato di crescere su se stessi. Altri punti di debolezza sono la mancata riforma elettorale, facendo raggiungere nelle ultime elezioni un “pareggio elettorale a tre” e costringendo la rielezione ”in stato di necessità” del presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, e la nomina del Governo Letta per raccogliere le residue speranze del nostro Paese, che, purtroppo, finora sono deluse per non aver realizzato una politica economica alternativa a quella attuale nella necessità di tagliare, in modo intelligente, la spesa improduttiva, indispensabile per ridurre le tasse sul lavoro e sulle imprese dando possibilità, avendo gli italiani un po’ di soldi in tasca, di agevolare i consumi interni e di offrire più opportunità d’investimento alle aziende.
Questo è lo sfondo politico, economico e finanziario in cui gli italiani (e quindi tutti) devono convivere. Si chiede al governo italiano di darsi una mossa evitando il parassitismo e rinforzando gli investimenti competitivi. Un sistema di “pagamenti diretti” più equo, che annulli le diseguaglianze, ma che sia in grado di far accrescere le possibilità competitive, dando lavoro e sviluppo alle aziende.
Vanno ridotti gli oneri amministrativi che gravano sulle imprese; una necessità che serve per liberare risorse per la crescita e favorire un miglior ambiente imprenditoriale, senza frenarne lo sviluppo. Il termine Spending Review vuol dire per noi non “macelleria sociale”, ma controllo delle risorse e quindi, assicurare competenze di ricerca e servizi per favorire l’innovazione e la competitività dando opportunità a valorizzare l’imprenditoria giovanile. Penso, in tal senso, alle situazioni sospese che saranno riprese a settembre come le misure anticrisi e il sistema correttivo della riforma sulle pensioni Monti/Fornero. Credo ai punti di forza o meglio a un capping, cioè a un cappuccio ove si possa inserire la parola “fine” alla crisi e dare un giusto benessere al Bel Paese Italia. La sfida è di natura economica perché diventa opportunità per le famiglie a favorire i consumi ma, anche, di natura sociale perché i risultati possano incidere nelle ricadute occupazionali e favorire l’export. In sintesi bisogna valorizzare, proteggere, garantire la qualità delle aziende italiane, sapendo che “qualità” è valorizzare l’eccellenza e la solidità delle aziende dando sostenibilità ed efficienza all’aggiornamento delle tecniche e tecnologie produttive. L’immagine che il mondo riceve dall’industria, dal turismo e dai nostri territori, è la cultura, il benessere e il vivere bene, fattori, altrettanto, importanti, perché questo vuol dire impedire lo svilimento del lavoro, messo sempre in crisi in questi ultimi anni e farlo rientrare di soppiatto dalla porta di servizio.
La Uil pensionati di Brindisi crede alla riforma del mercato e alla correttiva Riforma delle Pensioni Monti/Fornero. In esse pone fiducia per un lavoro più trasparente che cancelli definitivamente la vergogna del lavoro in nero e valorizzi il welfare contrattuale e la bilateralità. Noi sappiamo che il tema ruota intorno al ruolo e alla funzione della famiglia che vive le complessità crescenti per le richieste di cura. Sempre più spesso, infatti, si vede in essa, la presenza di anziani non-autosufficienti e di familiari con disabilità anche gravi, curate (in modo domestico) dal coniuge, di solito femminile, anziano.
Sono quasi tre milioni le persone non autosufficienti in Italia, di cui 2 milioni dei quali sono anziani: a questi vanno aggiunte ulteriori 7 milioni secondo i dati Istat, che hanno bisogno di essere aiutati per compiere le funzioni essenziali.
È evidente che il lavoro di cura è un elemento fondamentale e centrale per la tenuta sociale. In tal senso la Uil pensionati di Brindisi ritiene prioritario costruire regole nuove che tengano insieme gli interventi dello Stato, delle Regioni e del Sistema socio-sanitario per creare risposte adeguate ai nuovi bisogni e alle necessità per la persona unica, esigente e mutevole.
La realtà è che abbiamo famiglie che denunciano, di solito, di sentirsi sole più che protagoniste e che non riescono a ottenere né supporti di assistenza né presenza di servizi adeguati per tipologia e qualità. È il caso dei servizi domiciliari, (in Italia questa tipologia di servizi pubblici, raggiunge appena, il 4,9% di anziani a fronte dell’8% in Francia e dl 21% della Danimarca). Il SAD (Servizio di Assistenza Domiciliare) dei Comuni è stato assicurato all’1,8% e l’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata delle ASL) nelle Regioni del Sud è inesistente, ma anche con punte massime in Sicilia il 26,1% e in Puglia il 24,2%.
Il 4,5% delle famiglie dichiara di affidare i propri bambini a persone retribuite, e tale percentuale aumenta se i genitori lavorano o se occupano ruoli dirigenziali o sono liberi professionisti. E dentro questa situazione di sovraccarico di lavoro sulle famiglie che s’innesta la presenza di collaboratori o collaboratrici familiari. Essa è una presenza di supporto che accoglie i bisogni, le emergenze e le criticità delle famiglie. La bilateralità, invece, risponde alla promozione di percorsi formativi da fornire ai collaboratori familiari sia in termini sanitario-assistenziali sia socio-educativi, contrastando forme di lavoro irregolare, (con conseguente recupero di gettito contributivo e fiscale), considerate “area grigia” di welfare per l’alta incidenza del lavoro e per l’inadeguata professionalità del lavoratore, non riuscendo a dare risposte adeguate e ben calibrate.
È, quindi, necessario programmare in modo responsabile una politica complessa che affronti con impegno insieme alle istituzioni e ai soggetti sociali precisi obiettivi e che soddisfi i pensionati anziani e le persone non autosufficienti preferendo, secondo la Uil Pensionati provinciale di Brindisi, le priorità alla formazione e alla crescita della famiglia e assicurando essa a renderla più protagonista e meno sola.