(Intervento dell’ex segretario CISL di Brindisi Emanuele Castrignanò nella foto
sul settimanale Agenda Brindisi)
Quarant’anni trascorsi e sembra ieri. Brindisi invasa, pacificamente da 100.000 lavoratori giunti da ogni regione d’Italia. È la prima manifestazione organizzata da CGIL-CISL-UIL, unitamente alla FULC, la Federazione Unitaria dei Lavoratori Chimici, a pochi giorni dal ritrovamento del cadavere dell’On.le Aldo Moro nel bagagliaio di una Renault 4 in via Caetani a Roma, avvenuto il 9 maggio 1978, dopo 55 giorni di prigionia ad opera delle Brigate Rosse.
L’Italia è dilaniata dal terrorismo e dalla criminalità. Ciò nonostante, il sindacato confederale scende in piazza, a sostegno dello sviluppo del Mezzogiorno ed a difesa della Democrazia. È il lavoro l’unica risposta per fronteggiare ogni qualsivoglia tentativo di strumentalizzazione e destabilizzazione, operato dal terrorismo e dalle organizzazioni criminali.
Non va sottaciuto che in quei giorni a Brindisi compaiono le scritte «Boia a chi molla», così come, purtroppo, già avvenuto negli scontri di Reggio Calabria.
Il sindacato, i partiti, le istituzioni fanno fronte comune e reagiscono insieme per cercare risposte al dramma occupazionale che investe la realtà brindisina, aggravatasi con lo scoppio dell’impianto di cracking (P2T) della Montedison, che provocò la morte di tre operai e il ferimento di diverse decine. Un colpo mortale per lo stabilimento e per l’intera economia brindisina.
Un imponente servizio d’ordine (300 delegati di fabbrica) gestisce, in uno con le tantissime forze dell’ordine all’uopo impiegate, questa due giorni carica di giustificata rabbia, tensione e passione per quanto stava accadendo. Brindisi diviene la sede nazionale per gridare e rivendicare la ricostruzione dell’impianto distrutto e che aveva messo in ginocchio l’intero apparato produttivo dello stabilimento chimico più grande e integrato d’Europa, oltre che all’avanguardia.
Il 18 maggio 1978, nel Cinema Teatro Impero, affollato all’inverosimile, si svolge la Conferenza Nazionale sulla Chimica: oltre ai tre segretari della FULC, Beretta, Bottazzi e Bellissima, sono presenti i rappresentanti nazionali dei partiti, on.le Bassetti per la DC, sen. Margheri per il PCI, on.le Spini per il PSI. Partecipano i tre Consigli Generali Nazionali dei Chimici e numerosissimi delegati aziendali. Si discute del rilancio e della razionalizzazione della chimica nel nostro Paese, che salvaguardi i livelli occupazionali, specie al Sud, puntando anche alla diversificazione produttiva a favore della cosiddetta chimica fine, visto che i paesi produttori di petrolio pretendevano di fare loro la chimica di base, a bocca di pozzo.
Il 19 maggio 1978 grande Manifestazione a Brindisi con sciopero nazionale dei Chimici e sciopero generale dell’intera Puglia. Fin dalle prime ore della mattina giungono delegazioni in pullman, treni e aerei, da ogni parte d’Italia. Tre cortei, opportunamente organizzati, muovono da tre punti diversi della città: rione Paradiso, cimitero-zona industriale, tribunale, per confluire lungo viale Regina Margherita e approdare nel piazzale Lenio Flacco dove per i sindacati regionali prende la parola Aldo Pugliese della Uil, per la Fulc Nazionale Danilo Beretta dei Chimici-Cisl e conclude la manifestazione il Segretario Generale Luciano Lama per CGIL-CISL-UIL. Presenti, con i propri Gonfaloni, amministratori regionali, provinciali e tantissimi sindaci, oltre alle tante delegazioni dei Partiti democratici.
Mentre Lama, tra gli applausi, conclude il suo intervento e riparte per Roma, da lontano si intravedono ancora delegazioni che cercano di raggiungere il piazzale, pieno in ogni ordine di posti, finanche lungo le banchine che costeggiano il viale ed il piazzale, con barche piene di manifestanti. Ma passata l’euforia per la riuscitissima iniziativa, si dovette fare i conti con una situazione sempre più complessa che registrava nel Piano Nazionale della Chimica, redatto dal Governo, la chiusura dello stabilimento brindisino. Le lotte si intensificano, la rabbia mista a sconforto cresce, la capacità di gestire e guidare l’intero movimento richiede, sempre più, doti non certo comuni quali, razionalità, determinazione, freddezza, in una situazione sempre sul punto di esplodere e divenire ingestibile. Giorni e giorni difficili. Lotte più incisive si richiedono e sempre più generali e coinvolgenti l’intera città, provincia, comprese le realtà leccesi e tarantine. C’è, per la verità, una risposta complessiva e non di semplice solidarietà da parte degli studenti, di tutto l’apparato produttivo e non.
Gli sforzi compiuti portano, nel 1983, all’accordo con il Governo, sottoscritto a Palazzo Chigi, dal Presidente del Consiglio, Sen. Giovanni Spadolini. Si apre un nuovo e complesso capitolo per l’economia e per la nostra realtà provinciale, che merita un’attenta lettura, analisi approfondite e riflessioni.
Emanuele Castrignanò (già segretario generale della CISL brindisina) Nella foto la copertina del settimanale AGENDA BRINDISI 18 maggio 2018
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