Antonio Elefante (nella foto), segretario cittadino e consigliere comunale del Partito Democratico di Brindisi, ci ha inviato questa nota che pubblichiamo: “Leggo con rammarico, e sinceramente non è la prima volta, come i tanti “attenti” della politica travisino la realtà dei fatti rispetto ad alcune situazioni che riguardano una città di per se già complicata per fatti storici e situazioni ataviche che non sto qui ad elencare. Mi rendo conto che, in determinati momenti della politica cittadina, conviene scrivere a chiare lettere (e non parlare) per evitare libere ed errate interpretazioni dei fatti ben lontane dalla realtà. Non voglio fare polemica ma credo che, quando si raccontano, i fatti devono essere raccontati per quello che sono. Sabato mattina dalle ore 9.00 alle ore 13.00, si è tenuta una riunione di maggioranza senza ordine del giorno. Durante la riunione si è discusso di questioni amministrative – così come il Sindaco aveva richiesto nel rispetto del suo ruolo – ma si è anche discusso abbondantemente di questioni relative agli equilibri della maggioranza , così come richiesto dal sottoscritto, nel rispetto del ruolo attribuito ovvero quello di segretario del partito di maggioranza relativa. Si è parlato di bilancio e delle relative difficoltà conosciute da tutti e si è parlato degli equilibri di maggioranza in quanto – come segretario – ho raccolto disagi, malumori e difficoltà di alcuni partiti e di altri che nel frattempo sono nati. Non a caso il sottoscritto durante la discussione dell’ordine del giorno – da me stesso proposto – ha anche specificato come la suddetta riunione sarebbe stata propedeutica per una successiva convocata per il venerdì 13 alle ore 18.00, per entrare nel merito della discussione alla presenza dei segretari di partito e relativi capi gruppo. Nessuno è stato zittito; questo è falso e irrispettoso nei confronti del Sindaco e di quelli – quasi tutti – che hanno preso la parola in una discussione cordiale, democratica e costruttiva. Non a caso la riunione ha prodotto un documento condiviso e scritto dal pugno del Sindaco stesso”.