Facciamo nostro il bellissimo messaggio di Carlo (a sinistra nella foto) nostro amico mesagnese trapiantato a Roma dove ha lo studio Inthema di ingegneria e architettura, per descrivere cosa abbiamo provato ieri sera quando Papa Francesco ha celebrato dinanzi a Piazza S. Pietro vuota ma affollata dal mondo intero. “Abbracciato nella geometria bifocale di una piazza drammaticamente vuota, abituale metafora di congiunzioni tra l’umano e il sovrumano e oggi segno di un’intera umanità dispersa e smarrita, un uomo di bianco vestito, con la stessa “fede rocciosa di Pietro”, racconta a tutti, anche a chi quella fede non ha, che è venuta l’ora di guardarsi dentro e cercare altre colonne su cui fondare un nuovo ordine mondiale. Perché il tempo scorre come la pioggia che stasera bagnava i suoi paramenti e lucidava il lastricato di una piazza che – anche vuota – sembra essere l’unico centro rimasto e riconosciuto, “l’ultima possanza” di un mondo ammalato e sofferente. L’immagine poderosa e possente di questa sera rimarrà indelebile nella memoria di generazioni“. Grazie Carlo.
Carlo Patrizio: “L’abbraccio della notte”
Post precedente
Soprannomi mesagnesi
Iscriviti
0 Commenti
il più vecchio