Molti autorevoli commentatori hanno detto anche che i provvedimenti economici stanziati dal governo potevano essere accreditati direttamente alle famiglie italiane. Si sarebbe creata meno la grande confusione – e gli assembramenti – che si stanno creando. Sindacati, commercialisti, consulenti, uffici comunali sono stati presi d’assalto in cerca di spiegazioni e chiarimenti. Tra l’altro molti stanno lavorando anche in smart working. Forse l’Inps avrebbe potuto raggiungere i cittadini direttamente evitando burocrazia, lungaggini e garantire maggiore privacy. L’altro giorno abbiamo dovuto cambiare una foto di cittadini in fila dinanzi alla sede dell’Auser per prendere beni di prima necessità perché qualcuno – giustamente – temeva di essere riconosciuto. Da sottolineare che dovendo mostrare la fila, la foto riprendeva le persone da lontano e di spalla. Ripetiamo i Comuni stiamo facendo l’impossibile per aiutare soprattutto le fasce più deboli della popolazione. Che i sindaci e le istituzioni locali in questi terribili giorni siano da Premio Nobel è riconosciuto da tutti. Non stiamo qui a ripeterlo. Secondo noi, però, un bene primario come la salute deve avere un unico riferimento nazionale. Lo hanno detto in tutte le salse autorevolissimi commentatori e scienziati. Anche molti uomini politici di tutti i partiti. Non scopriamo l’acqua calda. Quando si uscirà dal tunnel bisognerà cambiare: non ci può essere una sanità pubblica di serie A e una di serie B. Come è oggi. Purtroppo.
Da domani il via alle domande per il bonus 600 euro
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