Il settore edile è bloccato in tutto il Paese per il Covid-19. Ma c’è una eccezione, come si legge nelle disposizioni emanate dal governo, che riguarda “i cantieri aperti per manutenzione e ricostruzione delle infrastrutture”. Il centro storico della nostra città è intransitabile a causa del fango provocato in questi giorni di pioggia sugli scavi e sulla terra rimasta prima del “rompete le righe” per il blocco dei lavori. In molti tratti è dovuto intervenire il Comune per chiudere profonde buche. Un grosso problema per i residenti e per i cittadini che devono acquistare presso le poche attività commerciali rimaste aperte. E allora ci chiediamo se i lavori dell’Aqp del centro storico non sono da considerare un “cantiere aperto alla manutenzione e ricostruzione di una infrastruttura”. Le condizioni sono sicuramente diverse, ma è il criterio utilizzato per non bloccare la ricostruzione del Ponte Morandi a Genova. Un dubbio ci sorge. Il Comune si è informato con la Prefettura – e con la ditta Spinosa – se è applicabile anche a Mesagne quella eccezione? Se è possibile completare almeno la parte non ultimata? Certo, c’é da garantire la massima sicurezza degli operai che potrebbero avvalersi del servizio “consegna a domicilio” che alcuni ristoranti stanno effettuando e utilizzare i B & B rimasti vuoti in questo periodo. Si eviterebbe – probabilmente – che quelle attività commerciali che sopravviveranno al Coronavirus non debbano chiudere per i lavori di ristrutturazione del tronco idrico-fognante.


