(di Barbara Gennaccari da il7Magazine) Il sesso in tempo di pandemia: come cambiano le abitudini sessuali degli italiani? Non se ne parla molto, ma in una modalità inedita di vita, con tutti gli equilibri in corso di definizione e assestamento, quali sono gli accorgimenti da mettere in pratica per vivere l’eros in sicurezza e quali rischi si corrono? Ne abbiamo parlato con la terapista individuale e di coppia Gabriella Gravili, counselor, coach relazionale e consulente sessuale.
Come si ripercuote l’isolamento forzato sulle relazioni sessuali? “Si modificano perché risentono delle conseguenze dell’isolamento. Cambia lo stile di vita, c’è un’incertezza sulla durata della quarantena che causa stress, insonnia e irritabilità. E la libido ne risente. In più c’è il problema della paura del contagio che condiziona anche il modo di fare sesso tra i partner”.
Parliamo delle coppie regolari che convivono “Ecco, qui dobbiamo distinguere tra le coppie in cui entrambi i partner sono in isolamento a casa e quelle in cui uno dei due partner lavora all’esterno. Nella prima ipotesi la coppia non cambierà le sue abitudini, nella seconda invece saranno necessari alcuni accorgimenti per limitare il rischio della trasmissione che avviene attraverso la saliva ed il muco. I rapporti vaginali, quindi sono i più sicuri. Il più pericoloso, invece, è il bacio”.
Come incide l’isolamento sul desiderio sessuale? “Bisogna distinguere tra coppie sane e coppie problematiche. Nel primo caso il calo del desiderio non sarà importante, se dovesse esserci. Nel secondo, caso, invece, l’isolamento e la conseguente impossibilità di frequentare altri partner possono aumentare il livello di frustrazione, la tensione e trasformarsi, nei casi più estremi, in situazioni di abuso e violenza. Oppure allontanare di più, emotivamente, con conseguente calo del desiderio”.
Brutto periodo, per le relazioni clandestine. Come si gestiscono in questo momento gli amanti? “Nutrire e coltivare una relazione affettiva non sono considerati uno stato di necessità, quindi l’unico modo per fare sesso con un partner non convivente è far ricorso a telefonate o video erotici. Per mantenere vivo l’eros sono consigliate videochiamate, che permettono di vivere la sessualità in modo complice, attraverso giochi erotici e spogliarelli. Ma attenzione al sexting”.
Si tratta della pubblicazione mediante strumenti telematici di immagini sessualmente esplicite con o senza consenso degli interessati? “Si, ed in questo momento il rischio è molto più alto del solito, visto che questa modalità rappresenta l’unica alternativa per la coppia. Ma immagini che al momento vengono inviate al partner in maniera consensuale, rimangono in possesso di quest’ultimo, e non possiamo prevedere quale sarà l’utilizzo e la diffusione nel caso in cui, ad esempio, i rapporti dovessero rompersi. Pensiamo cosa dovesse succedere, ad esempio, se venissero messe in rete foto di nudo o di atti sessuali espliciti. E’ importante, in particolare, sensibilizzare i ragazzi per convincerli ad evitare lo scambio di foto o video, in modo da non dare adito a fenomeni di cyberbullismo”.
Come comportarsi, quindi? “Limitare le videochiamate erotiche il più possibile, scegliendo attentamente il partner, evitando le persone conosciute in tempi recenti o in rete. Meglio richiamare un ex, è più sicuro. Per quanto possibile, se non se ne può fare a meno, è preferibile inviare video in cui non si veda il volto, o foto in cui la persona non sia riconoscibile. Sarebbe meglio creare video con una musica di sottofondo, nei quali non si senta nemmeno la voce. I sospiri e i gemiti, invece, sono permessi perché permettono di non farsi riconoscere in caso di eventuale diffusione”.
Adolescenti e ragazzi rischiano di più? Come possiamo proteggerli? “Parlando loro il più chiaramente possibile, in modo che si fidino dei genitori e non cerchino su internet le risposte ai loro interrogativi. E’ necessario metterli in guardia su quelli che sono i rischi che corrono in caso di diffusione in rete o sui social di immagini a contenuto sessuale che li riguardano. E’ importante educarli al rispetto della propria privacy e del proprio corpo, spiegare loro che è opportuno aspettare la fine dell’isolamento e ricominciare ad esplorare la loro sessualità dal vivo”.
Qual è quindi l’atteggiamento sessuale consigliato in questo momento? “Fare sesso sicuro con se stessi. Per chi ne avesse voglia, poi, è possibile acquistare on line una serie di sex toys in modo del tutto anonimo e sicuro. L’autoerotismo serve a mantenere il proprio equilibrio. E’ importante cercare di mantenere quanto più è possibile i ritmi abituali e non far passare molto tempo tra un orgasmo e l’altro. L’OMS (organizzazione mondiale della sanità) ha più volte ribadito che la sessualità è uno dei modi di espressione della propria identità, e per restare sani dobbiamo ascoltare le esigenze del nostro corpo, che non mente mai”.
Dopo la fine delle restrizioni, cambierà il modo di fare sesso? “Ogni comportamento reiterato per più di 21 giorni diventa abitudine. Non si deve consolidare il sesso virtuale come modalità di espressione della sessualità, quando finirà l’emergenza si dovrà ricominciare a sentire l’odore dell’altro e ad approcciarsi senza schermi di sorta”.
Stanno aumentando i tentativi di seduzione on line? “Certo, ed è anche naturale. La noia e la possibilità di non esporsi direttamente invogliano a tentare avances a tappeto: è come lanciare una rete a strascico, qualcuno potrebbe abboccare”.
