“E’ stata una decisione sofferta. Ma ho deciso di mettere in vendita questo dipinto. Il ricavato sarà interamente devoluto nel conto corrente dedicato alla raccolta fondi per aiutare i miei concittadini mesagnesi”.
Federica Mascis, mesagnese, docente di arte e immagine, ha deciso di mettere in vendita il suo ultimo lavoro e di devolvere in beneficenza il ricavato. Il dipinto ha un costo di 150 euro, da donare ai bisognosi. Federica ci ha tenuto a dire che non ha potuto versare dei soldi diretti perché sta per scadere il suo contratto di lavoro e, non volendo sentirsi inutile, vuole contribuire cosi. Il versamento su conto di beneficenza sarà assolutamente reso noto e dimostrato. Sarà ceduto non appena sarà asciutto e verniciato. Poi precisa: “Non ho mai voluto vendere un mio dipinto perché ne sono stata sempre morbosamente gelosa, ma la storia di questo Gesù è particolare, specifica”. “Avevo già accennato al sindaco, in totale discrezione e indecisione anche, nei giorni passati di questa mia probabile volontà”. L’ha contattato quando ancora al dipinto mancavano tanti ritocchi. “Non avevo assolutamente detto a nessuno d questa mia idea ma, nel giro di 24 ore, due persone che vivono lontane da me e lontane anche tra loro mi hanno detto che avrei dovuto venderlo e dare il ricavato in beneficenza. Non credendo nelle coincidenze ho deciso di accogliere il segnale che da lassù sta arrivando con insistenza e quindi provo a superare il mio egoismo di tenerlo per me”, spiega Federica. Che aggiunge: “I talenti ci vengono conferiti dall’alto e quindi siamo dei servitori. Nulla ci appartiene, tutto passa come passerà anche questo brutto momento. Evidentemente non è con me che deve restare anche se ero perdutamente innamorata di quegli occhi. E quanto ho pianto! Ma forse deve raggiungere qualcun altro”. E conclude: “Non sono Van Gogh, ne Picasso, non sono un indovina ne una cartomante “masciara”. Questo dipinto ha una forte energia, il mio desiderio è che lasci me e mia madre per raggiungere chi è in pena, sia fisica che dell’anima, chi è in pena e non lo dice, chi ha bisogno e non ha il coraggio di chiedere per pudore. Sarei contenta se fosse acquistato da persone con stipendio statale, di modo che il mese dopo la spesa rientri. Ciò non toglie che può acquistarlo chiunque”.