Il gruppo consiliare del Partito Democratico, composto dai consiglieri Francesco Rogoli, Rosanna Saracino e Giuseppe Indolfi (nella foto) nutre molti dubbi e una sola certezza: l’aumento di 1 milione di euro del costo della Tari sarà a totale carico dei cittadini che, in questo periodo di emergenza coronavirus, ne avrebbero fatto volentieri a meno. Anche perché, non molto lontano da Mesagne, è accaduto esattamente il contrario pur avendo gli stessi problemi di Mesagne. “A Brindisi dopo che la prima gara ponte per 2 anni era andata deserta (esattamente come a Mesagne), sono riusciti ad aggiudicare il servizio con un costo a base d’asta addirittura inferiore a quello della precedente gara solo modificando in alcuni punti il capitolato e facendo, come noi, una gara ponte della durata massima di 36 mesi, evitando così di aumentare la Tari”.
Giudicano davvero singolare quanto dice l’assessore Saracino quando parla di “investimenti”. “Veramente questo investimento lo faranno solo i contribuenti senza che nessuno li abbia avvisati ed abbia concordato con loro l’eventuale utilità e la finalità di questo costo in più che a breve si troveranno nelle cartelle Tari”, replicano i consiglieri del Pd che non comprendono la ragione di tanta soddisfazione. “Il dato certo è che, a fronte di migliorie scarse se non inesistenti nella qualità del servizio, vi sarà un aumento della Tari per i cittadini, che per alcune utenze raggiungerà percentuali considerevoli”. Accusano la maggioranza di non averli coinvolti, nonostante la tanto strombazzata collaborazione chiesta ai gruppi consiliari di minoranza.”L’unica commissione consiliare tenuta sul tema, il 19 ottobre 2019, si è conclusa con la dichiarata volontà del Presidente della stessa di riaggiornarsi in una successiva convocazione, non appena una bozza del capitolato di gara sarebbe stata pronta. La commissione non è stata mai più convocata per discutere dell’argomento, la redazione del capitolato è stata affidata ad un professionista esterno alla modica cifra di quindici mila euro (15.000 €). La trasmissione del capitolato con relativo piano industriale è avvenuta il 04 dicembre 2019 senza, però, renderlo subito ufficiale e la maggioranza, nonostante il 30 dicembre 2019 ha approvato il piano economico e finanziario con il voto contrario di tutta l’opposizione, che non è stata messa nelle condizioni di poter analizzare e approfondire lo stesso capitolato perché fino ad allora conservato nel cassetto”.
Per quanto riguarda il miglioramento del servizio ed i “servizi aggiuntivi” che andranno concordati con l’azienda aggiudicatrice, questi rappresenteranno un costo extra sempre a carico dei contribuenti. “Il parco mezzi, stando alle dichiarazioni dell’assessore, dovrebbe essere completamente rinnovato ma dalla lettura del capitolato risulta che “sono stati previsti automezzi usati con anno di immatricolazione non antecedente a 4 anni. Fa cenno, sempre l’assessore, ad una maggiore frequenza nel ritiro di alcuni rifiuti ma non si capisce come e quando ciò avverrebbe dal momento che abbiamo un calendario che scandisce la raccolta delle varie frazioni”.
Il gruppo consiliare del Pd assicura che “saranno vigili sulle scelte fatte dalla maggioranza che avranno conseguenze non di poco conto sui contribuenti e dalle quali prendono le distanze. Seguiremo gli sviluppi della vicenda e ci riserviamo sin da ora di ritornarci su. Al momento abbiamo una sola certezza: l’aumento del costo del servizio determinerà per i cittadini un aumento della Tari, che deve assicurare la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio relativi al servizio. Un’idea, questa, che non può trovarci d’accordo tanto più se consideriamo il periodo al quale andiamo incontro. C’era la possibilità di rivedere il capitolato e il PEF entro il 30 aprile, cosa che abbiamo auspicato fino a poco prima dell’aggiudicazione, quando abbiamo inviato una nota riservata al Sindaco senza essere degnati neanche di risposta. Ma l’Amministrazione e la maggioranza, sorde ad ogni richiamo, nonostante si faccia continuo appello alla collaborazione delle minoranze, hanno deciso di andare avanti per la loro strada. Ma l’evidenza dei fatti non può e non deve mai essere distorta, meno che mai in un momento difficile come quello che stiamo attraversando”.
