Riceviamo e pubblichiamo.
In questi giorni mi è capitato di leggere l’articolo di Matteo Zuccaro, scritto in risposta a Giovanni Vecchio e avrei alcune note che, umilmente, vorrei riportare. Giustamente, dal suo punto di vista, lamenta un articolo del ragazzo pieno di “intollerabili semplificazioni e vere e proprie inesattezze”. Quindi mentre mi appresto a leggere l’articolo, vedendone anche la lunghezza (apprezzabile a mio avviso), mi aspetto un approfondimento preciso privo di forti opinioni personali ma atto a garantire una corretta informazione.
1^nota: la prima nota che vorrei farle è di metodo. Se il suo obiettivo era quello di informare il lettore, partire in premessa dicendo: “ha malamente guidato, sfruttando i buoni propositi di questo ragazzo per riproporre taluni dogmi delle teorie
neoclassiche”, risulta un’interpretazione forte, legittima naturalmente, dell’articolo. C’è da dire che non ho conoscenza né diretta né indiretta sia del ragazzo che del professore, quindi non conosco il pensiero economico di entrambi ed in realtà poco mi incuriosisce, di solito mi piace leggere e farmi un’opinione sul contenuto, non tanto sull’autore. Andando avanti, anche solo nella premessa si parla di discutibili politiche neo-classiche tirando in mezzo Friedman. Sì, è un esercizio interessante parlare di teoria economica ma a mio avviso non il più interessante se si vuole fare informazione, almeno credo, soprattutto se si afferma che “Non è questa la sede per far politica”; insomma penso che di politica si sia già parlato abbastanza e scorrendo l’articolo se ne trova dell’altra, questa, però, è una mia opinione. Brevemente sulla questione curva di Philips: come lei ben sa ci sono opinioni molto diverse, diverse scuole di pensiero e non sto a dilungarmi su questo ma non credo che sia utile al lettore darlo come assunto.
2^nota: questa volta di merito, sulla questione austerità. Lei afferma “che l’Italia è già oggi uno degli Stati nei quali l’austerità è stata applicata con maggior rigore”. Questa affermazione mi sembra un po’ forzata. Innanzitutto c’è da capire cosa intende lei per austerità, magari abbiamo in testa due definizioni diverse, perché definendo austerità per quello che è, la diminuzione della spesa pubblica al fine di ridurre il deficit, in Italia l’austerità si è avuta solo nel governo Monti, dal 2013 in poi la politica economica è stata cautamente espansiva: la spesa pubblica è sempre aumentata.
A sinistra il grafico preso dal sito del Sole 24 Ore della spesa pubblica (c’è anche quello della Germania perché ho trovato solo questo, cercando velocemente). La curva sale, moderatamente, ma sale.Nota aggiuntiva alla 2^nota. L’austerità non è buona o cattiva di per sé: non è una mia opinione, lo dimostrano i fatti. Esiste buona austerità e cattiva austerità, quella sperimentata in Italia la ritengo, non solo io, cattiva austerità, fatta male e i risultati successivi sulla crescita in parte lo dimostrano; dal 2013 in poi siamo stati sempre il fanalino di coda dell’Europa per crescita. In altri paesi come Inghilterra, Spagna e Irlanda che hanno sperimentato l’austerità “buona”: hanno tagliato la spesa giusta e nella maniera giusta (in media, poi alcuni errori sono stati commessi) e infatti nel 2018 crescevano rispettivamente del 3%, 2%, 7% merito della “buona austerità”? In parte sì. Cosa distingue buona e cattiva austerità? Tante cose, posso fare qualche semplice esempio. Tagliare gli stipendi dei grandi dirigenti pubblici italiani (e non solo i grandi), che, rispetto ai pari ruolo degli altri paesi guadagnano molto di più mi sembra un buon esempio per diminuire la spesa. Un altro esempio potrebbe essere diminuire i sussidi alle imprese che utilizzano fonti inquinanti, potrei continuare, preferisco fermarmi. Ma molti altri sono gli esempi di “cattiva austerità”, ad esempio i tagli lineari alla sanità sono un pessimo modo di diminuire la spesa. Collegato a ciò il fatto che, come lei dice, “tutti i parametri economici e sociali hanno fatto registrare un netto peggioramento ”non può essere tutto collegato all’austerità di due anni, penso che l’Italia abbia problemi che vengono da molto lontano, almeno 30/40 anni; le cause sono molteplici e si potrebbe discuterne per ore, ne dico uno: non è mai stata varata una riforma sulla didattica nella scuola, siamo ancora legati all’idea gentiliana della stessa.
3^nota: avanzo primario. Lei considera l’avanzo primario medio degli ultimi 25 anni, mi sembra un dato un po’ fuorviante, se lei ad esempio guarda quello a 20, 15, 10, 5 si accorgerà che, guardando l’andamento, questo avanzo primario ce lo siamo “mangiato” col passare degli anni (in particolare nel 2001-2006 e negli ultimi 5/6 anni). Lei definisce il patto di stabilità in questa maniera: ”comprime la crescita, deprime la domanda interna, fiacca i consumi e abbassa i salari”, anche questa mi sembra un’ affermazione azzardata; gli altri paesi, magari perché più furbi, magari perché più fortunati o magari, semplicemente, perché più bravi o virtuosi, riescono ad avere economie solide o quantomeno più solide della nostra, la colpa non è sempre degli altri. Breve questione sulla “piena occupazione”: io non so cosa intende precisamente, ma nelle economie non pianificate, ma anche in alcune di quelle pianificate in realtà, c’è un tasso di disoccupazione naturale; tolta la questione economica, penso che esista il diritto per le persone di non lavorare, le motivazioni che porterebbero a questa scelta non mi riguarderebbero. Per quanto riguarda deficit: il deficit lo abbiamo sempre fatto, se tanto o poco questo è relativo, dipende da tanti fattori, soprattutto dipende da come spendi quei soldi, se li destini per investimenti o per spesa corrente cambia, almeno credo. Lei ritiene che il deficit sia la strada per la produzione di beni e servizi e un modo per dare brio all’economia, anche su questo, per ritornare alla questione del metodo, mi sembra un’affermazione affrettata, molti non si troverebbero d’accordo, ma non mi pare si possa dare come assunto dato che esistono battaglie decennali a riguardo.
4^nota ESM (o MES che dir si voglia) Prima di iniziare vorrei sottolineare una cosa, non so se siamo più intelligenti o più furbi degli altri paesi, se partiamo da una posizione di “svantaggio economico” e quindi siamo più portati a pensar male ma questa discussione sul MES avviene solo in Italia. All’inizio, in maniera corretta, elenca qualche comma di qualche articolo del trattato e afferma che “si possono trarre tre conclusioni molto importanti: in primo luogo, la finalità principale del MES non è, propriamente, quella di soccorrere uno Stato, bensì quella di salvaguardare l’Euro; in secondo luogo, il MES opera attraverso prestiti, ovvero fornisce denaro richiedendo che venga restituito con gli interessi; in terzo luogo, non è in alcun modo possibile eliminare le “rigorose condizionalità” del MES senza passare attraverso una modifica dei Trattati europei”. La prima conclusione direi che sia abbastanza parziale e frettolosa, il fatto che il MES, al quale né noi né altri siamo obbligati accedere, garantisce sia la stabilità dell’Euro che l’aiuto al paese, le due cose sono strettamente legate, o almeno a me sembra evidente. Anche perché noi in qualunque momento saremmo liberi di ritirare la nostra quota e essere fuori del MES, si paventava una situazione del genere durante il precedente governo e gli altri paesi sembravano voler andare avanti anche senza di noi, questa è cronaca. La seconda conclusione sinceramente non l’ ho capita, che lo strumento si chiami MES, Eurobond, SURE o semplice indebitamento del paese si tratta sempre di soldi in prestito, non esistono regali, nella “migliore” delle ipotesi devi pagarci gli interessi (Perpetual Bond). La terza sembra francamente non tenere conta della modifica effettuata al MES inserendo la nuova linea di credito sanitaria( MES saniario) la cosiddetta Pandemic Crisis Support. In quanto all’ articolo di Dani e Menendèz, premesso che ognuno può scegliersi gli economisti più o meno prestigiosi che gli aggradano per portare avanti le proprie tesi (?) trovo anche qui qualche imprecisione. Paventano scenario restituzione prestito in situazione Italexit dicendo che l’Italia non avrebbe sovranità essendosi indebitata in euro e non nella nuova moneta, non colgo il punto; l’Italia si sarebbe indebitata col MES, in questo scenario, perché ha deciso di farlo ed esattamente come accade nei prestiti a livello personale o con altri strumenti finanziari, fai parte di un club (l’Europa e l’euro), qualcuno fa un patto, che si chiami Grecia, Italia, Spagna o Portogallo e concorda delle condizioni prima di accedere al prestito, se si vuole poi uscire dall’ euro, si esce e si ripaga il debito. Risulta più svantaggioso in questo modo? Certo, ma nessuno ci costringe ad usare il MES o ci ha costretto a rendere i nostri titoli di stato quasi spazzatura attuando diverse politiche rivedibili negli ultimi 30/40 anni. I due economisti parlano di “montagna di debito”, non sono così sicuro che i 36 miliardi (il massimo che potremmo chiedere) siano una “montagna di debito”, basta guardare a quanto ammonta(va) il nostro PIL, circa 1800 miliardi di euro, 50 volte l’eventuale prestito; è una cifra che con un po’ di accortezza si può recuperare in qualche anno, le maniere per farlo ci sono, magari elettoralmente non pagherebbero. Su questa frase “La rinuncia alla sovranità implicita nel MES è assai probabile che si estenda anche alla legge applicabile al debito emesso” non mi soffermo perché c’è un errore di fondo enorme; esiste una enorme differenza tra sovranità e indipendenza, lo possiamo vedere anche in Italia, tra il ’74 e il ’94 avevamo sovranità monetaria ma non indipendenza economica, basta semplicemente, tra le altre cose, guardare i tassi di interesse del tempo, decisamente più alti di oggi. Lasciando da parte i due professori, lei auspica una BCE che compri i titoli sul mercato primario, questa pare un’idea diffusa, non mi sembra il caso di discuterla qui, vorrei solo ricordare che con l’eventuale attivazione del MES si aprirebbe, molto probabilmente, dovrebbe essere una formalità ma non vorrei essere smentito, all’OMT (il whatever it takes di Draghi) che sicuramente compra sul secondario ma è come se comprasse sul primario dato che garantisce l’acquisto del debito. Ritiene che l’acquisto sul primario sarebbe “ciò che realmente sarebbe d’aiuto agli Stati in difficoltà” non mi trova completamente d’accordo ma in questi mesi è come se avesse fatto proprio questo, basta controllare quanto debito è stato acquistato e l’annuncio di pochi giorni fa in qui la BCE stessa si impegnava a comprare titoli spazzatura( ciò come ben sa ha permesso alle agenzie di rating di non declassare i titoli stessi a “junk “ grazie alla garanzia della Banca Centrale stessa). Questione condizioni del MES, cercherò di essere breve: Il MES senza condizioni non esiste, corretto! Altrimenti sarebbe un regalo. Le condizioni sono: -utilizzare quei soldi per spese dirette e indirette, sanitarie e non , che concernono alla pandemia; -i capi di stato dovranno chiarire cosa significhi spese indirette, perché può significare tutto o niente, ma anche fosse solo per ospedali e stipendi, mi parrebbe comunque positivo. -i tassi ( tra lo 0.2% e lo 0.4%, a naso direi poco); -i tempi di restituzione; -i tempi di erogazione (qui a mio parere c’è un problema da chiarire, non è ancora chiaro quando arriverebbe il primo scaglione e in che quantità, questione importante). Secondo alcuni il MES prefigurandosi come un debito Senior (il primo da pagare se falliamo) porterebbe il nostro ad essere Junior, quindi meno appetibile; questa critica la rigetterei da subito perché anche l’importo massimo (36 mld) è una percentuale bassissima del nostro Pil.
5^ nota: parliamo di Grecia. Prima di fare un breve bilancio sulla storia recente della Grecia le dico subito che a questo punto dell’articolo mi sono realmente arrabbiato e ho lasciato il telefono, dopo qualche ora l’ho ripreso e ho iniziato a scrivere l’articolo, perché vanno bene le “visioni economiche”, le opinioni diverse, la confusione e la fretta ma prima di affermare che in Grecia a causa dell’austerità “la mortalità infantile è aumentata del 43%”. Io mi sarei fatto un esame di coscienza. Innanzitutto perché, come lei ben sa questa è una correlazione e non una causa-effetto ma soprattutto per ciò che
ho mostrato subito sotto. Come si può vedere dal grafico la mortalità infantile in Grecia, nel periodo economico peggiore è salita sicuramente ma del 3.8‰ (trepuntoottopermille) non 43% cifre molto diverse. Questo dato da lei, oltre che essere un dato falso è anche fuorviante e sensazionalistico per il lettore, perché la mortalità e, soprattutto quella infantile, spesso lascia spazio a pochi dubbi che vanno al di là di ogni valutazione economica. Tra l’altro la spesa sanitaria non è diminuita in quegli anni, anzi. Quindi quella che lei propone rimane una correlazione non dimostrati. Prima di tirare fuori dei dati almeno si informi che siano veri. La questione Grecia è di per sé molto complessa, e alcuni dei dati che lei ha inserito nel suo articolo sono corretti ma partiamo da un punto importante, la Grecia non ha usato propriamente il MES, all’ inizio ma la sua “forma precedente” l’ EFSF. Lei considera di poco conto il fatto che la Grecia abbia mentito sui conti, a me sembra molto rilevante. Durante la crisi nacque la questione con l’allora Presidente dell’ELSTAT (il nostro ISTAT) il quale si accorse che c’erano dei buchi nei conti pubblici (in particolare spesa militare e parte della spesa sanitaria) ma non fu ascoltato, usando un eufemismo. Dato sul debito (che prima non demonizza e poi usa come indicatore sullo stato di salute) lei lo utilizza come una conseguenza dell’ austerità, direi che posso affermare che questo sia sbagliato; in 2 anni il rapporto debito/pil è passato da 126% a 180% (in realtà la differenza è maggiore), come è possibile per uno stato riuscire ad avere quei numeri in così poco tempo neanche provandoci ci si riuscirebbe. Basta comparare la situazione attuale (della pandemia) con quella della crisi del 2008, nessun paese aumenterà così tanto il debito (in Italia ad esempio il rapporto debito/PIL passerà dal 135% al 155% e siamo, per adesso, il paese più). Mi sembra strano un tale balzo in così poco tempo e non può essere di certo conseguenza diretta dell’ austerità. Inoltre il governo, pre elezioni nazionali, del 2009 aveva effettuato spese extra in ottica elettorale per racimolare qualche voto in più, questo contribuì a peggiorare una situazione già critica. Da non dimenticare il grosso problema evasione che persisteva e persiste. La classe dirigente del tempo, come quella che fece entrare la Grecia nell’euro fece degli errori; Goldman Sachs ha influito? Sì, ma la prima parola per definire il popolo greco non è “incolpevole”. I politici greci, e non, fecero, e fanno, degli errori, ma c’è anche un popolo che li vota e questo popolo può fare la scelta “giusta” o quella “sbagliata”, sia in buona che in cattiva fede, dare la colpa solo ai politici mi sembra una semplificazione. Parentesi sul Fondo Monetario Internazionale, non so che idea lei abbia ma lì al Fondo arriva gente innanzitutto preparata: non sono solo neoliberisti o neoclassici o in qualunque modo lei voglia chiamarli, c’è gente di estrazione economica varia e che ci siano critiche al neoliberismo (qualunque cosa esso sia) mi pare legittimo.
ho mostrato subito sotto. Come si può vedere dal grafico la mortalità infantile in Grecia, nel periodo economico peggiore è salita sicuramente ma del 3.8‰ (trepuntoottopermille) non 43% cifre molto diverse. Questo dato da lei, oltre che essere un dato falso è anche fuorviante e sensazionalistico per il lettore, perché la mortalità e, soprattutto quella infantile, spesso lascia spazio a pochi dubbi che vanno al di là di ogni valutazione economica. Tra l’altro la spesa sanitaria non è diminuita in quegli anni, anzi. Quindi quella che lei propone rimane una correlazione non dimostrati. Prima di tirare fuori dei dati almeno si informi che siano veri. La questione Grecia è di per sé molto complessa, e alcuni dei dati che lei ha inserito nel suo articolo sono corretti ma partiamo da un punto importante, la Grecia non ha usato propriamente il MES, all’ inizio ma la sua “forma precedente” l’ EFSF. Lei considera di poco conto il fatto che la Grecia abbia mentito sui conti, a me sembra molto rilevante. Durante la crisi nacque la questione con l’allora Presidente dell’ELSTAT (il nostro ISTAT) il quale si accorse che c’erano dei buchi nei conti pubblici (in particolare spesa militare e parte della spesa sanitaria) ma non fu ascoltato, usando un eufemismo. Dato sul debito (che prima non demonizza e poi usa come indicatore sullo stato di salute) lei lo utilizza come una conseguenza dell’ austerità, direi che posso affermare che questo sia sbagliato; in 2 anni il rapporto debito/pil è passato da 126% a 180% (in realtà la differenza è maggiore), come è possibile per uno stato riuscire ad avere quei numeri in così poco tempo neanche provandoci ci si riuscirebbe. Basta comparare la situazione attuale (della pandemia) con quella della crisi del 2008, nessun paese aumenterà così tanto il debito (in Italia ad esempio il rapporto debito/PIL passerà dal 135% al 155% e siamo, per adesso, il paese più). Mi sembra strano un tale balzo in così poco tempo e non può essere di certo conseguenza diretta dell’ austerità. Inoltre il governo, pre elezioni nazionali, del 2009 aveva effettuato spese extra in ottica elettorale per racimolare qualche voto in più, questo contribuì a peggiorare una situazione già critica. Da non dimenticare il grosso problema evasione che persisteva e persiste. La classe dirigente del tempo, come quella che fece entrare la Grecia nell’euro fece degli errori; Goldman Sachs ha influito? Sì, ma la prima parola per definire il popolo greco non è “incolpevole”. I politici greci, e non, fecero, e fanno, degli errori, ma c’è anche un popolo che li vota e questo popolo può fare la scelta “giusta” o quella “sbagliata”, sia in buona che in cattiva fede, dare la colpa solo ai politici mi sembra una semplificazione. Parentesi sul Fondo Monetario Internazionale, non so che idea lei abbia ma lì al Fondo arriva gente innanzitutto preparata: non sono solo neoliberisti o neoclassici o in qualunque modo lei voglia chiamarli, c’è gente di estrazione economica varia e che ci siano critiche al neoliberismo (qualunque cosa esso sia) mi pare legittimo.6^nota, che in realtà è la 4^. Ritornando sul MES, questa volta in altri paesi. Portogallo: la questione è semplice, la gran parte dei fondi ricevuti dal MES è stata destinata per il finanziamento del bilancio e per la ricapitalizzazione delle banche, in cambio di riforme che il paese ha fatto, che lei ritiene inutili; se una riforma è utile o inutile (attenzione può essere utile al paese o a fini elettorali) si vede dall’abrogazione o meno della stessa, non m sembra il caso. Dimentica i casi fortunati della Spagna, di Cipro e dell’Irlanda ma può capitare.
7^nota, eventuali condizioni a posteriori del MES “Gli stessi Stati saranno verosimilmente sottoposti a un “rigoroso” piano di rientro in tempi pressoché brevi”. Anche su questa frase troverei molte cose da dire ma mi avvalgo degli articoli del MES . L’articolo 7 del regolamento 472/2013 comma 7 dice che “7. […] la Commissione, può decidere che lo Stato membro in questione non ottempera agli obblighi di politica economica previsti dal suo programma. Nella proposta la Commissione valuta espressamente se tali scostamenti significativi siano dovuti a cause che esulano dal controllo dello Stato membro in questione. Gli sforzi di consolidamento del bilancio indicati nel programma di aggiustamento macroeconomico tengono in conto l’esigenza di assicurare mezzi sufficienti a politiche fondamentali come l’istruzione e l’assistenza sanitaria”. Un esempio di una causa che esula dal controllo dello stato? Il primo che mi viene in mente è una pandemia. Mi preme soprattutto sottolineare che il Pandemic Crisis Support (il MES per la sanità) dice chiaramente che non è previsto alcun piano di aggiustamento, si trova tutto su consilium.europa.eu in lingua inglese. Per quanto riguarda la parte finale, relativa alla segretezza delle riunioni e allo scudo penale che ha l’istituzione di MES, l’unica obiezione che avrei da fare consta nel fatto che è una pratica diffusa, anche nei Ministeri italiani o i contenuti di riunioni aziendali o anche, per quanto riguarda lo scudo penale, diverse opere di ricostruzione; ad esempio la task force governativa probabilmente avrà lo scudo penale.
7^nota, eventuali condizioni a posteriori del MES “Gli stessi Stati saranno verosimilmente sottoposti a un “rigoroso” piano di rientro in tempi pressoché brevi”. Anche su questa frase troverei molte cose da dire ma mi avvalgo degli articoli del MES . L’articolo 7 del regolamento 472/2013 comma 7 dice che “7. […] la Commissione, può decidere che lo Stato membro in questione non ottempera agli obblighi di politica economica previsti dal suo programma. Nella proposta la Commissione valuta espressamente se tali scostamenti significativi siano dovuti a cause che esulano dal controllo dello Stato membro in questione. Gli sforzi di consolidamento del bilancio indicati nel programma di aggiustamento macroeconomico tengono in conto l’esigenza di assicurare mezzi sufficienti a politiche fondamentali come l’istruzione e l’assistenza sanitaria”. Un esempio di una causa che esula dal controllo dello stato? Il primo che mi viene in mente è una pandemia. Mi preme soprattutto sottolineare che il Pandemic Crisis Support (il MES per la sanità) dice chiaramente che non è previsto alcun piano di aggiustamento, si trova tutto su consilium.europa.eu in lingua inglese. Per quanto riguarda la parte finale, relativa alla segretezza delle riunioni e allo scudo penale che ha l’istituzione di MES, l’unica obiezione che avrei da fare consta nel fatto che è una pratica diffusa, anche nei Ministeri italiani o i contenuti di riunioni aziendali o anche, per quanto riguarda lo scudo penale, diverse opere di ricostruzione; ad esempio la task force governativa probabilmente avrà lo scudo penale.
Tutto questo è giusto? Sbagliato? Mi trova d’accordo o in disaccordo? Poco importa, importa il fatto che è una pratica consolidata in più ambienti, non ci metterei troppa enfasi nel constatarlo. Piccolo pensiero personale sul MES, così non vengo accusato di ignavia. Penso che il MES sia uno strumento, gli strumenti non sono positivi o negativi, l’uso che se ne fa è importante; è fondamentalmente un prestito, questo prestito è destinato alla sanità (per semplificare), i tassi sono ottimi, i tempi sono da stabilire bene e bisogna definire quali sono le spese indirette. Per il resto funziona come altri strumenti europei(grossomodo) e insieme ad altri strumenti. Se a mio parere andrebbe usato? Sì se si chiariscono i miei punti di perplessità. Risulta il migliore strumento per fronteggiare la crisi? Guardando verso un orizzonte lontano no, perché se la Commissione avesse tra le mani più denaro( Bond europei) e più spazio di manovra (andrebbero cambiati i trattati) la situazione sarebbe più gestibile, purtroppo i paesi quando vanno in Europa a discutere proposte e riforme preferiscono curare i propri interessi e non quelli di tutti.