Il sindaco Franco Scoditti e il vice Giancarlo Canuto lunedì con l’ultimo consiglio comunale chiuderanno la loro esperienza amministrativa. Ieri pomeriggio in una conferenza stampa molto partecipata hanno relazionato su come hanno lavorato in questi ultimi cinque anni, sulle difficoltà che hanno incontrato per amministrare Mesagne nel periodo più critico della storia del Paese, “paragonabile secondo molti studiosi di storia italiana – ha detto Scoditti – al drammatico 1929”.
Scoditti ha elencato le molte cose che sono riusciti a realizzare pur in un periodo di ristrettezze economiche e di drastici tagli.
“Siamo soddisfatti, abbiamo la coscienza tranquilla. Abbiamo fatto il massimo anche se, ovviamente, non sono mancati errori. Ma se e quando abbiamo sbagliato lo abbiamo fatto in buona fede. Solo chi opera sbaglia. Chi se ne sta con le mani in mano pronto solo a criticare, questi non sbaglia”.
Un rammarico? “La critica distruttiva e pregiudizievole. Noi lasciamo un Comune sano economicamente come pochi in Italia. Chi verrà dopo di noi avrà questo grosso beneficio. Purtroppo l’opinione pubblica in generale, ma anche forze politiche di opposizione e di maggioranza, non hanno compreso le difficoltà in cui ci siamo trovati ad operare. La maggior parte dei sindaci in questi anni sono messi sotto accusa. Anche i grandi sindaci di grandi città. Ciò ha provocato una pregiudiziale da parte di molti mesagnesi nei confronti di questa Amministrazione”.
Il Sindaco ha parlato di bilancio partecipato e della scarsa presenza delle forze sociali e culturali che operano in città. Le stesse consulte quasi sempre sono andate deserte. “Quegli incontri servivano per avere suggerimenti ed idee ma, per quell’atteggiamento di pregiudizio quasi a confrontarsi con questa Amministrazione sono venuti meno. Ma questo è accaduto anche per l’incapacità di presentare proposte concrete”.
Quale è stato il momento più difficile. “In occasione dell’ultimo rimpasto di giunta quando c’è stata la rottura con una parte della maggioranza. Ciò ha determinato un mio momento di riflessione. Ma io avevo nominato persone che avevo concordato con il mio partito Pd e il Sel. Solo con la Lista Vizzino non avevo avuto la convergenza in quanto pretendevano che il nome lo facessero loro. Non volevano l’avv. Castrignanò mentre il Pd e Sel mi avevano dato carta bianca”.
I partiti della maggioranza di centrosinistra non sono mai stati fortemente determinati nel sostegno. “E’ una crisi complessiva dei partiti e delle forze sociali in genere che non c’è solo a Mesagne. La rottura del vecchio centrosinistra si è determinata in tutti le Amministrazione che vanno a al rinnovo. Basta vedere Latiano, Latiano, S. Pietro Vernotico”.
Il momento più episodio che ricorderà con maggiore piacere. “Sono molti ed è difficile elencarli. Sono tante le cose di cui possiamo andare orgogliosi. In primis la lotta alla criminalità e l’impegno profuso in collaborazione con le associazioni Libera e Antiracket che ha portato a far crescere a Mesagne ancora di più il sentimento della legalità. E poi le realizzazioni che abbiamo compiuto. Quando vedo che scuole ristrutturate, il palazzetto dello sporto rimesso a nuovo, la nuova la raccolta differenziata che è migliorata, il non proliferare dei pannelli fotovoltaici nelle nostre campagne, il ruolo guida che abbiamo assunto nell’ambito della raccolta e smaltimento rifiuti. Sono tante le cose di cui siamo orgogliosi”.
Dopo 50 anni di vita politica, è stata la prima esperienza di Amministratore. Come l’hai trovata. “Oggi è tutto diverso. E’ cambiata la politica ingenerale. I partiti e le organizzazioni sociali non sono più un riferimento. Il mondo è cambiato. Oggi è difficile amministrare. Per tutti”. Concludendo? “Concludendo credo di poter essere soddisfatto. Abbiamo svolto a pieno il nostro mandato, pur con limiti ed errori, dedicando il massimo sforzo con trasparenza e onestà per il bene della collettività mesagnese”.