E’ accaduto ieri sera, poco prima delle ore 23.00, in via Damiano Chiesa, sull’area antistante l’istituto tecnico commerciale. Una pattuglia della polizia del Commissariato di Mesagne, impegnata nel controllo del territorio, allertata da una segnalazione giunta alla Centrale operativa, è riuscita a fermare appena in tempo il 26enne A.S. che si era cosparso il corpo con del liquido infiammabile manifestando la volontà di darsi fuoco. L’uomo aveva gli indumenti completamente intrisi di liquido infiammabile (alcool etilico), parte del quale era ancora contenuto all’interno di un flacone che lo stesso maneggiava continuando a cospargersi con la mano destra mentre con la sinistra impugnava un accendino. Mentre tentava di creare la scintilla, intimava i poliziotti di non avvicinarsi altrimenti si sarebbe dato fuoco. I poliziotti, con tatto e cautela, hanno iniziato a parlare dei problemi che lo assillavano e che lo avevano portato a quella drastica decisione, cercando di farlo ragionare e desistere dall’insano gesto. L’uomo, però, non voleva sentire ragione ed ha accesi l’accendino. A quel punto gli agenti, senza esitazioni, si sono lanciati addosso all’uomo riuscendo ad immobilizzarlo e a strappargli dalle mani sia l’accendino che la lattina di alcool. Una volta immobilizzato gli hanno tolto la maglia intrisa di liquido infiammabile e lo hanno perquisito al fine di evitare che potesse avere altri accendini. Sul posto è intervenuto personale del 118 che ha prestato le cure del caso consigliando il ricovero che il giovane ha però rifiutato. In merito alle motivazioni dell’insano gesto, l’uomo ha raccontato la sua angoscia per non poter vedere il figlio di cinque mesi che vive fuori dalla Puglia con la sua ex convivente che glielo impedirebbe. Al termine delle operazioni è stato accompagnato in Commissariato per tranquillizzarlo e successivamente presso l’abitazione dei genitori.
Agenti della Polizia di Stato sventano un tentativo di suicidio
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