Il Palazzo di città – si dice – è la casa di tutti. “Allora siete tutti zozzi?”, verrebbe da dire al forestiero che arriva in Municipio a Mesagne. Assicuriamo l’illustre e ipotetico (non tanto) ospite che anche ai mesagnesi fa un certo effetto (negativo) vedere come è ridotto il “suo” Palazzo. Il solito, chi usa mettere sempre e comunque la polvere sotto il tappeto, ha trovato pronta una giustificazione. Banale. Falsa. “Stanno facendo i lavori per l’impianto fotovoltaico sul tetto del municipio. Appena termineranno si provvederà a sistemare tutto”.
Appena dentro al Palazzo, sulla destra, i calcinacci sui muri non sono di bello aspetto; i manifestini che annunciano i tanti eventi che si tengono quotidianamente in città sono attaccati sui pannelli alla rinfusa. Non esiste un responsabile che regoli il servizio che riteniamo di utilità pubblica. Ma questo è niente. Proseguendo per salire sul piano superiore del Palazzo, i primi scalini sono stracolmi di escrementi di piccioni. Se invece giri a destra per salire con l’ascensore, primeggiano nell’atrio le erbe infestanti, i sacchi di spazzatura, i cartoni restano per giorni, ecc. Si dirà che Mesagne, le piazze, le chiese sono piene di erbe. Già. Erbe dappertutto. Chiamiamolo allora verde pubblico.
Tra i tanti operai ed impiegati che girano in Municipio, non si trova mai quello giusto che abbia la mansione di togliere le erbacce infestanti che crescono nell’atrio del Comune. Come quando domenica scorsa l’assessore Castrignanò ha avuto il senso civico e l’accortezza di raccogliere dinanzi all’ingresso del castello una busta vuota di patatine per metterla nel cestino della spazzatura mentre arrivava il numeroso gruppo di camperisti in visita alla città. Certo nessuno ha l’ardire si sostenere che chi lavora al castello ha il compito di raccogliere la cartaccia dinanzi al portone d’ingresso dell’antico maniero. Grazie assessore.
Una considerazione – in conclusione – però la vogliamo fare. Magari sarà pure fuori posto. Ma chi lavora al castello, gli impiegati e gli operai comunali che entrano ed escono dal Municipio, che salgono e scendono dal primo piano, non sono anche, in gran parte, cittadini di Mesagne? Ma quanto costa amare questa benedetta città.
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