Il progetto «Eurovelo5», la pista ciclabile che avrebbe dovuto ridisegnare una “nuova” città, è stato bocciato dalla Regione in quanto ritenuto carente di documentazione. Per realizzare il progetto era stato chiesto un finanziamento di circa due milioni e mezzo di euro. Rileggendo quanto disse l’allora assessore Palma Librato, Eurovelo 5 avrebbe attraversato Mesagne lungo via Marconi, Piazza Porta Grande, il centro storico cittadino, Porta Piccola, via Gualtiero d’Ocra, via Malvindi, via Roma, via Generale Falcone, via Maya Materdona, via Arno fino a via Lucci in direzione Brindisi. Il progetto era stato realizzato da società barese.
HANNO DETTO
Roberto D’Ancona, consigliere comunale delegato «Purtroppo siamo stati esclusi poiché gli uffici non hanno allegato un documento richiesto dal bando di concorso. Avevamo puntato molto su questo progetto per la rigenerazione di via Marconi, Porta Grande e altre importanti arterie viarie cittadine».
Palma Librato, ex assessore del Comune di Mesagne. «Aspettiamo, leggiamo le carte e dopo di che spiegheremo alla Regione le nostre ragioni. Non è possibile che possa essere motivo di esclusione la mancanza di una determina dirigenziale di approvazione della relazione di mobilità. Calma, aspettiamo ufficialmente la posizione Regione. Io sono convinta di quanto dico e siamo pronti a spiegare le nostre ragioni”.
Partito Democratico, circolo di Mesagne. Apprendiamo dalla stampa locale di oggi che il comune di Mesagne ha perso il finanziamento relativo al bando regionale per la realizzazione di percorsi ciclabili e/o ciclopedonali, per il quale era stato candidato il progetto “Eurovelo 5” che prevedeva la riqualificazione della pista ciclabile di via Marconi. Sul merito del progetto e sull’iter amministrativo avevamo espresso, già a tempo debito, non poche perplessità, come è possibile riscontrare dal verbale del consiglio comunale del 8 giugno 2017. Oggi constatiamo amaramente che una vicenda cominciata male, se possibile, è finita peggio. Alla beffa va aggiunto il danno, questa volta consistente, per il Comune, e quindi per i cittadini tutti, ammontante a 42.700 € (quarantaduemila e settecento euro) che l’Amministrazione ha impiegato per affidare un incarico esterno di progettazione alla società barese “Tecnomobility s.n.c.”. Affidamento peraltro effettuato in violazione del Regolamento per l’affidamento degli incarichi attinenti all’architettura, all’ingegneria e complementari di importi inferiori ad 100.000 € (centomila euro). Interpellato dalla stampa locale il consigliere D’Ancona, delegato alla manutenzione pubblica, ha dichiarato quanto segue: “Purtroppo è così, siamo stati esclusi. Gli uffici non hanno allegato un documento richiesto dal bando di concorso e senza il quale il progetto è stato escluso”. Quindi, come nel caso del finanziamento per il Castello perso nel 2015, e come sempre accade di fronte ad un insuccesso amministrativo della Giunta Molfetta, la responsabilità è degli “uffici” ( ma non avevano fatto la rivoluzione copernicana della macchina amministrativa?). Ricordiamo a D’Ancona e agli altri esponenti della maggioranza che intanto un Comune con poco meno di 30.000 (trentamila) abitanti come Mesagne è da mesi sprovvisto di un assessore all’Urbanistica ed ai Lavori Pubblici, senza dimenticare che il Sindaco tiene per sé anche la delega al Bilancio. Gli stessi settori sarebbero stati affidati, ma senza decreto, ai rispettivi presidenti delle commissioni consiliari, cioè Ture e lo stesso D’Ancona. Una cosa mai vista prima! Una scelta irresponsabile, che la città già paga e continuerà a pagare, dovuta allo stallo in vista delle elezioni politiche di Marzo, dopo le quali forse è prevista una rivisitazione del quadro di Giunta. Nel mentre ci saremmo aspettati delle scuse alla città quanto mai doverose e opportune, la maggioranza rilancia. Infatti, in barba alla più minima correttezza istituzionale e come se chiunque ormai possa parlare a nome del Comune, ha sentito l’esigenza di tornare alla carica, non si capisce bene a che titolo, l’ex assessore Palma Librato, la quale ha dichiarato poche ore fa di aver scritto alla Regione per chiarire che l’assenza della determina dirigenziale di approvazione della relazione di mobilità, la stessa che lo staff esterno lautamente pagato ed evidentemente anche lei che era ancora in carica non aveva ritenuto necessaria, non può essere motivo di esclusione del progetto dal bando di gara. Non c’è che dire: al peggio non c’è mai fine!
Progettiamo Mesagne, movimento politico. “Purtroppo …siamo stati esclusi perché gli uffici non hanno allegato un documento richiesto dal bando di concorso…” Come è possibile scaricare sempre la colpa agli altri? L’amministrazione ha il dovere di controllare, verificare, seguire tutti i procedimenti amministrativi, specie quelli relativi al recepimento dei finanziamenti pubblici. È il caso di ricordare che per poter partecipare al bando in parola si sono spesi circa 43000 di soldi pubblici fra progetto preliminare, progetto definitivo e piano della mobilità ciclistica. Tanti soldi(fra l’altro molti dei quali potevano essere risparmiati se si fosse intervenuti con le risorse umane interne all’ente) che pare non serviranno a nulla. Un fatto gravissimo che meriterebbe a questo punto un’inchiesta interna finalizzata ad accertare le responsabilità. In alternativa, vista l’importanza strategica che la giunta Molfetta aveva dato a questo progetto, le dimissioni sarebbero un atto di responsabilità!
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La peggiore amministrazione che si ricorda. Molto fumo e zero arrosto
Qualcuno aveva scritto che difficilmente avremmo dimenticato quella precedente.
Di fatti, in perfetta campagna elettorale, sono esattamente 1 a 1.
Nel altra a fare le comiche, anche lette… erano gli assessori, qui sono i consiglieri, ma il gioco non cambia.
Sfigati… è questo che voglio dire a tutti quelli che si sono vantati di essere andati a cercare i voti casa per casa… per poi non saper fare nemmeno un conto fino a 4, questa è il risultato.
Non hanno saputo neanche leggere una carta che gli è arrivata sul tavolo!
Non sanno leggere nemmeno una delibera! questa è la verità.
Come se fossero a casa loro!
A raccontare chiacchiere…
Ci si domanda se tra poco, questi sfigati… perchè altro nome non possono avere…
cominceranno il solito giro “casa per casa” in cerca di voti, per vantarsene pure con interventi su questo giornale, come se per venire a scrivere qui bisogna farsi eleggere al comune nella loro convinzione!!
Sapete come funziona? è che questi personaggi pensano di essere dentro la cosa pubblica come se fossero in casa loro… a fare le stesse indentiche cose!