Ieri sera abbiamo avuto la fortuna di assistere al più importante e suggestivo spettacolo di musica che la città  ha avuto in tutte le numerose edizioni della Mesagne Estate. A sostegno di questa nostra affermazione, il conforto dei pochi (circa duecento) fortunati che ieri sera hanno gremito il piccolo ma suggestivo atrio del castello per ascoltare Beppe D’Onghia. Il concerto, dedicato al compianto Gianfranco Caramia, morto lo scorso maggio e che proprio ieri avrebbe compiuto 63 anni, è stato un regalo della famiglia Caramia alla città e a quanti hanno voluto bene al loro congiunto. In uno scenario reso incantevole e commovente dalle immagini proiettate, il pianista bolognese, accompagnato da Mirko Scarcia (bass-double bass), Marco Lipparini (live elettronics-videomaking) e Valentina Giannetta (arpa) ha affascinato i presenti, tra cui molti forestieri, che hanno ascoltato il concerto in un assordante e religioso silenzio. Il concerto, progetto di Beppe D’Onghia, denominato “Evocation Live Elettronics” è stato voluto in particolare dal genero Paolo Musiani a cui Gianfranco era molto legato. “Lui, egocentrico e orgoglioso com’era, avrebbe goduto di questo spettacolo – ha detto a fine serata Paolo -. In vita Gianfranco ha voluto fare sempre le cose in grande. E noi questa sera abbiamo fatto quello che lui avrebbe fatto”. Per questo Paolo ha chiamato un suo vecchio amico bolognese, non un pianista qualsiasi, ma un artista che, come arrangiatore e compositore, ha collaborato con Lucio Dalla, Gianni Morandi, Biagio Antonacci, Luca Carboni, Stadio, Mango, Michele Zarrillo, Roberto Vecchioni, Francesco Degregori, Hiroko Kouda, Tosca ecc. Beppe D’Onghia ha proposto musiche di Bersani, degli Stadio e di Dalla, con cui ha chiuso. Non solo. Ha fatto vedere che, ai suoi molteplici interessi culturali, affianca l’entusiasmo per la tecnologia, l’informatica e per ogni genere di espressione che possa favorire la divulgazione della musica nelle sue diverse forme e nei suoi molteplici linguaggi. Uno spettacolo unico, realizzato con il supporto di un team di 12 professionisti tra musicisti e tecnici, con una particolare attrezzatura elettronica e strumenti musicali portati da Bologna. In prima fila la signora Maria Carmela, i figli Gianluca Francesca e Serena, numerosi amici. Ieri sera Gianfranco era lì, in un angolo, orgoglioso di quanto è riuscito a fare con la sua proverbiale generosità (com’era suo solito) anche da lassù. Grazie Gianfranco.
