Ultima del Mesagne sul terreno di gioco di contrada Tagliata. A due turni dal traguardo, i gialloblù sono chiamati a compiere una vera e propria impresa: battere il Locorotondo ed espugnare Otranto nell’ultima giornata. Solo in questo caso, forse, potrebbero sperare nella salvezza diretta o, nella peggiore delle ipotesi, sperare nei playout che si disputano in una sola partita in casa della quart’ultima.
Servirà un miracolo. Che, nello sport, non è merce rara. Quindi sperare non costa nulla. Anche se il Mesagne non vince in casa da due mesi: l’ultima contro l’Hellas Taranto. Da allora in sette partite ha racimolato appena 4 pareggi e 3 sconfitte. Come dire che il Mesagne si è complicata la vita sul terreno di casa che nel girone di andata era stato campo-trappola per molte formazioni.
Domani Angelè e compagni contro il Locorotondo non hanno alternative ai 3 punti. E sperare (?) nei risultati provenienti dagli altri campi. Per quanto riguarda la formazione rientrerà dalla squalifica Camisa giusto in tempo per sostituire lo squalificato Serio che andrà in tribuna assieme all’altro squalificato Denisi. Per la prima volta il Mesagne non sarà guidato dalla panchina da mister Ribezzi anche lui appiedato dal Giudice Sportivo sino al 7 maggio. Al suo posto il vice Renato Angelè. Dirigerà la gara Labianca di Foggia assistito da Pavone di Barletta e Cannone di Foggia.

Renato Angelè, guiderà la squadra in panchina.
DOMANI IN CAMPO (ore 16) Trani-Vieste, Barletta-Bitonto, Casarano-Molfetta, Grottaglie-Novoli, Gravina-Otranto, Leverano-H.Taranto, Mesagne-Locorotondo, Mola-Altamura e Castellaneta-Bisceglie.
CLASSIFICA Gravina 70* Altamura 62 Barletta e Casarano 61 Vieste 58 Trani 51 Mola e Molfetta 42 Novoli e Locorotondo 41 Leverano e Bitonto 39 Bisceglie 38 H.Taranto 37 Otranto 36 Mesagne 34 Grottaglie* e Castellaneta 19*.
*Gravina promossa in serie D. Grottaglie e Castellaneta retrocesse in Promozione
LA PROSSIMA (ultima giornata 17 aprile ore 16 Bisceglie-Grottaglie, H.Taranto Mola, Vieste-Barletta, Novoli-Casarano, Bitonto-Castellaneta, Molfetta-Gravina, Locorotondo-Leverano, Otranto-Mesagne, Altamura-Trani
Al di là della partita di domani e di come andrà a finire il campionato, è già tempo di bilanci. Seguiamo lo sport mesagnese da circa 60 anni (ahimè); dalla serie D (allora si chiamava così) alla Terza categoria. A nostro parere (magari fossimo smentiti) oggi la squadra di calcio in Eccellenza è un lusso per la nostra città . E’ uno sforzo che non si può sostenere. Una sola persona non può farcela. Né glielo si può chiedere. In passato ci sono state famiglie ed aziende che hanno rischiato il dissesto. Da anni a Mesagne assistiamo ad un forte disinteresse verso lo sport in generale. Il sindaco Molfetta, che pure qualcosa si è sforzato di fare, non ha neppure ritenuto di nominare un Assessore allo Sport. Tanto per capirci. Ma non è questo il problema. Sono passati gli anni di quando al vecchio comunale di via Sasso le tribune erano stracolme di passione. La società , il presidente Todisco, nonostante i numerosi sacrifici ed i tanti successi, non è riuscito a farsi amare dagli sportivi mesagnesi. Il carattere è il suo limite. L’aver ceduto qualche anno addietro il titolo di Eccellenza (io avrei fatto lo stesso non avendo la disponibilità di un campo neppure dove allenarsi), non gli hanno portato quei riconoscimenti che comunque avrebbe meritato. Poi un errore (riconosciamolo, con il senno del poi) l’aver dismesso la struttura di via Sasso e aver portato il calcio fuori dal centro abitato: è stato un abbaglio madornale. Infine, ripeto, il disinteresse delle Istituzioni che sempre hanno guardato più a chi era la società  che alla passione degli sportivi locali (pochissimi).
Ripeto. Questa città non è in grado di sostenere un campionato di Eccellenza. Todisco quest’anno ha sbagliato: ha osato troppo. E lo ha riconosciuto. Ha peccato di presunzione: era convinto che dopo i 21 punti accumulati nel girone di andata non sarebbe stato difficile raggiungere la quota salvezza. E a dicembre mentre le altre squadre concorrenti si sono rinforzate, il Mesagne che si è addirittura indebolito. Ma, in attesa di smentite (concrete) in questi ultimi 20 anni lo abbiamo toccato con mano: senza Todisco, con tutti i difetti (e sono tanti), a Mesagne non c’è calcio. Due meteore che dopo una sola esperienza sono fuggiti via.
Dal punto di vista tecnico, Franco Ribezzi e i suoi ragazzi hanno fatto un miracolo. Se oggi il Mesagne non è al posto di Grottaglie e Castellaneta già retrocesse, è un prodigio.
Ecco perché, comunque vada a finire la partita contro il Locorotondo, tentativo estremo per evitare la retrocessione e continuare a respirare aria di salvezza, oggi la squadra al triplice fischio finale dovrà essere applaudita. E con la squadra dovrà essere applaudita la società  con tutti gli addetti ai lavori che spontaneamente ogni anno si sacrificano per tenere in piedi il calcio a Mesagne, i tecnici ed i giocatori che hanno onorato la maglia gialloblù.
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Ho letto attentamente le considerazioni finali,io credo che se il Calcio a Mesagne non riesce ad emergere è colpa di tutti,in primis delle istituzioni locali che non hanno mai avuto interesse per il calcio mesagnese da anni in questa città e poi per le varie società che si sono susseguite negli ultimi anni,società meteore,perdite di titoli ecc ecc e’ questo ha fatto si che tifosi e sportivi si siano allontanati dallo stadio,non esiste una Società ,una vera Società costruita da gente competente,con uno stralcio di programmazione e di solide basi aldilà poi delle categorie in cui si milita!Poi per quanto riguarda… Leggi di più »