Cognomi dalla A alla B: mercoledì 25 novembre; dalla C alla D: giovedì 26 novembre; dalla E alla K: venerdì 27 novembre; dalla L alla O: sabato 28 novembre (mattina); dalla P alla R: lunedì 30 novembre; dalla S alla Z: martedì 1 dicembre.
Per i cittadini over 75 anni che non hanno altri cui delegare il ritiro pensione, è ancora attivo il servizio gratuito di consegna a domicilio tramite l’ausilio dei Carabinieri . Con il cedolino di dicembre sarà accreditato anche il bonus tredicesima ai pensionati che ne avranno diritto, ossia titolari di assegno sociale con reddito fino a 6.695,91euro, rivalutato con maggiorazione sulla mensilità aggiuntiva di fine anno. Per il 2020 è pari a 154,94 euro. Le pensioni dal prossimo primo gennaio saranno rivalutate dello 0,1%. Il recupero è nella minor indicizzazione programmata di quest’anno, rispetto all’andamento reale dell’indice dei prezzi al consumo. Secondo il decreto che fissa in misura definitiva, il tasso di adeguamento all’inflazione dei trattamenti erogati nell’anno 2020 rispetto al 2019, la percentuale è pari allo 0,5%, mentre il previsionale era pari allo 0,4, quindi il recupero è dello 0,1. La novità è che l’anno prossimo i pensionati avranno un aumento di reddito di pensione tra uno e due euro lordi mensili (in base alla classe dell’assegno) con un conguaglio una tantum a gennaio oscillante tra i 10 e i 26 euro per il recupero della minore rivalutazione concessa l’anno 2020.
La realtà è, invece, che il governo non tiene conto del costo della vita, mentre l’esigenza di un reddito più importante è legato ancora di più in questo momento di emergenza Coronavirus. A fine ottobre il Rapporto annuale Inps, è desolante: un pensionato su tre, quindi il 34 % del totale, percepisce un reddito di pensione di povertà, sotto i mille euro. Una pensione che si riduce sempre in modo evidente in ripercussioni di crisi economica e sociale e di mancanza di lavoro sulla vita familiare e di salute anche in spese di medicine. Al governo diciamo che non c’è tempo da perdere. I pensionati hanno bisogno nella realtà odierna di norme e d’interventi in ausilio alle persone più fragili: una legge sulla non autosufficienza, separazione della Previdenza dall’Assistenza, rivalutazione delle pensioni e ampliamento della platea dei beneficiari per una quattordicesima ai pensionati con basso reddito. Tutto questo è ragione di equità sociale che chiede al governo di non scartare, ma di tutelare e curare i bisogni e le necessità delle persone più deboli. Si rende infine prioritario sia la riduzione della pressione fiscale come la giusta corresponsione degli arretrati per le mancate rivalutazioni delle pensioni, dovuti e necessari oggi più di ieri. La necessità è dovuta alla crisi economica che ha costretto i pensionati a far fronte, sempre più spesso, ai bisogni familiari crescenti sostituendosi allo Stato che non è stato in grado di supportare le famiglie dal Covid-19 sia direttamente sia indirettamente.
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