(di Maria De Guido) L’impiego delle persone da individuare riguarderà lavori come la digitalizzazione degli archivi, la manutenzione del verde, la tutela della bellezza delle nostre coste e delle fragilità di tutto il territorio. “Intendiamo dare una risposta immediata, per quanto non esaustiva, ai bisogni delle sempre più numerose famiglie pugliesi in difficoltà. Per questo la Regione Puglia ha destinato risorse ad hoc, per alleviare il disagio da assenza di reddito e da emarginazione dal mondo del lavoro” ha spiegato nel corso dell’iniziativa l’assessore regionale al lavoro Leo Caroli. Potranno beneficiare dell’inserimento nei “cantieri” le persone disoccupate da almeno 12 mesi e le persone in condizione di specifiche fragilità sociali, per un destinazione complessiva di risorse che ammonta a dieci milioni di euro. I cantieri possono essere promossi dai Comuni, da organismi pubblici, da imprese e organizzazioni del Terzo Settore, ad integrazione di attività di produzione di servizi o di manutenzione del patrimonio pubblico. Per il Lavoro Minimo di Cittadinanza, invece, sono previsti oltre sette milioni di euro. I Comuni potranno accogliere, per la loro ricollocazione, le persone in cassa integrazione anche in deroga. Questi lavoratori, spesso colpiti da veri e propri “processi sociali di colpevolizzazione”, svolgeranno attività consone al relativo profilo professionale. E saranno motivati a non perdere il giusto legame con l’impegno lavorativo. Tramite la piattaforma, disponibile dallo scorso 16 marzo sul portale www.sistema.puglia.it, i Comuni del territorio e le aziende profit e no profit attive in Puglia potranno manifestare il proprio interesse ad ospitare Cantieri di cittadinanza. A partire dal 20 aprile la stessa piattaforma si aprirà ai cittadini. Si profila una sperimentazione che ha l’ambizione di connettere lavoro, reddito e servizi, affinchè la crescita delle povertà distolga comunque la politica da risposte di tipo meramente assistenziale.